Non fare l'inglese, fai l'italiano

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Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  savita il Mar 26 Set 2017 - 11:51

D' impulso, questa è la frase registrata che mi ha fatto vergognare di più.
Sapevo benissimo che queste cose avvengono da sempre, e mi ha meravigliato che finalmente qualcuno, un partecipante italo-inglese al concorso per cattedra di Diritto Tributario , notoriamente il migliore di tutti i candidati, dotato di volontà di ferro e senso della giustizia, nonostante le minacce di futura carriera rovinata , abbia trovato il coraggio di denunciare lo schifoso mercato delle cattedre universitarie a concorso .Nel passato mi ero anche meravigliata che la Giustizia non fosse mai arrivata a metterci le mnai, e mi ero rassegnata al'inevitabile : essere in Italia. Con un pizzico di paura in più per quanto riguarda le cattedre di Medicina ( e di conseguenza il lavoro in ospedale ).

E invece finalmente qualcosa si è mosso. Chissà quanti tremano, adesso. Speriamo che non si insabbi tutto quanto.

Eppure oggi a mezzogiorno, nella trasmissione de La 7 l'Aria che tira, ho sentito qualcuno ricordare che Umberto Eco voleva abolire i concorsi universitari, e sostituirli con il meccanismo della cooptazione : cioè i professori facenti parte del consiglio direttivo di una certa Università possibilmente scelgono per una nuova cattedra fra i migliori che "hanno tirato su loro " . Va bene, ma dove ciò avviene, le università sono totalmente o in parte private, e i promossi che poi non funzionano sono licenziabili, e anche coloro che li hanno sponsorizzati ne risentono. Invece da noi una cattedra universitaria è inamovibile, e, ad eccezione di fatti gravissimi, una sinecura per sempre . I concorsi quindi sono necessari, ed è necessari sorvegliare su di essi .
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  gauss il Mar 26 Set 2017 - 15:21

savita ha scritto:D' impulso, questa è la frase registrata che mi ha fatto vergognare di più.
Sapevo benissimo che queste cose avvengono da sempre, e mi ha meravigliato che finalmente qualcuno,  un partecipante  italo-inglese al concorso per cattedra di Diritto Tributario  , notoriamente il migliore di tutti i candidati, dotato di volontà di ferro e senso della giustizia, nonostante le minacce di futura carriera rovinata , abbia trovato il coraggio di denunciare  lo schifoso mercato  delle cattedre universitarie a concorso   .Nel passato mi ero anche meravigliata  che  la Giustizia non fosse mai arrivata a  metterci le mnai, e mi ero rassegnata al'inevitabile : essere in Italia.  Con un pizzico di paura in più per quanto riguarda le cattedre di Medicina ( e di conseguenza  il  lavoro in ospedale ).

E invece finalmente qualcosa si è mosso. Chissà quanti tremano, adesso. Speriamo che non si insabbi tutto quanto.  

Eppure oggi a mezzogiorno, nella trasmissione  de La 7 l'Aria che tira, ho sentito  qualcuno ricordare che Umberto  Eco voleva abolire i concorsi universitari, e sostituirli con il meccanismo della cooptazione : cioè i professori facenti parte del consiglio direttivo  di una certa Università possibilmente scelgono per una nuova cattedra  fra  i migliori  che "hanno  tirato su loro  " . Va bene,  ma dove ciò avviene, le università sono totalmente o in parte private, e  i promossi  che poi non funzionano sono licenziabili,   e anche  coloro che li  hanno sponsorizzati  ne risentono. Invece da noi una cattedra universitaria è inamovibile, e, ad eccezione di fatti gravissimi, una sinecura per sempre .    I concorsi quindi sono necessari, ed è necessari sorvegliare  su di essi .  

Avrai anche sentito Umberto Galimberti che citava di aver fatto parte di una commissione del 1999 (credo) dove un grande luminare, validissimo per altro, si rivolse ad un partecipante al concorso, e si rivolse a lui dicendo anche che i "cavalli non vincono mai, ma sono i fantini che vincono" Embarassed Very Happy

Sotto certi aspetti è consigliabile l'idea di Umberto Eco, almeno sarebbe poi noto chi ha appoggiato la persona vincente. E non una commissione senza responsabilità "personali"
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  sandrocchio il Mar 26 Set 2017 - 21:28

Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe, sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori", ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  gauss il Mer 27 Set 2017 - 8:04

sandrocchio ha scritto:Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe, sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori", ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.

Ma è quello che avviene oggigiorno, anzi da sempre, e lo scambio di favori è a livello di una commissione, che essendo composta da più persone, è più soggetta ad uno scambio di favori multipli a causa dei tanti componenti.
L'idea di Eco sarebbe addirittura rivoluzionaria rispetto all'attuale sistema.
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  gauss il Mer 27 Set 2017 - 10:36

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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  flea il Mer 27 Set 2017 - 14:34

gauss ha scritto:
sandrocchio ha scritto:Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe,  sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori",  ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.


Ma è quello che avviene oggigiorno, anzi da sempre, e lo scambio di favori è a livello di una commissione, che essendo composta da più persone, è più soggetta ad uno scambio di favori multipli a causa dei tanti componenti.
L'idea di Eco sarebbe addirittura rivoluzionaria rispetto all'attuale sistema.

Sai, non è tutto oro quello che luccica nel mondo -estero - della cooptazione dei "migliori".
In un mondo ideologizzato come il nostro, quello che avviene da noi attraverso i concorsi, all'estero avviene attraverso il fare parte di cordate intellettuali, anche queste legate alla politica, anche se in maniera più "sciolta".
Con risultati discutibili, a volte.
Perché si sbaglierebbe a vedere nella corruzione solo un problema di familismo, è anche un problema di chi ha più potere e perché.
C'è tanta politica anche all'Università.
La strada è la pulizia totale del sistema dei concorsi, maggiori investimenti nelle assunzioni (la scarsità di posti favorisce la corruzione), e l'incoraggiamento a denunciare.

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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  gauss il Mer 27 Set 2017 - 17:13

flea ha scritto:
gauss ha scritto:

sandrocchio ha scritto:Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe,  sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori",  ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.



Ma è quello che avviene oggigiorno, anzi da sempre, e lo scambio di favori è a livello di una commissione, che essendo composta da più persone, è più soggetta ad uno scambio di favori multipli a causa dei tanti componenti.
L'idea di Eco sarebbe addirittura rivoluzionaria rispetto all'attuale sistema.


Sai, non è tutto oro quello che luccica nel  mondo -estero - della cooptazione dei "migliori".
In un mondo ideologizzato come il nostro, quello che avviene da noi attraverso i concorsi, all'estero avviene attraverso il fare parte di cordate intellettuali, anche queste legate alla politica, anche se in maniera più "sciolta".
Con risultati discutibili, a volte.
Perché si sbaglierebbe a vedere nella corruzione solo un problema di familismo, è anche un problema di chi ha più potere e perché.
C'è tanta politica anche all'Università.
La strada è la pulizia totale del sistema dei concorsi, maggiori investimenti nelle assunzioni (la scarsità di posti favorisce la corruzione), e l'incoraggiamento a denunciare.

E' essenzialmente un problema di potere, che viene manifestato ed esaltato da chi lo detiene (il familismo è un inciso). Circa i concorsi all'Università da almeno trent'anni o più si conosce il vincitore prima dell'espletamento del concorso (nei dipartimenti scientifici). Eventualmente vai ad occupare il posto per un paio d'anni in altro ateneo, poi vieni richiamato.
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  flea il Mer 27 Set 2017 - 18:18

gauss ha scritto:
flea ha scritto:

gauss ha scritto:


sandrocchio ha scritto:Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe,  sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori",  ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.




Ma è quello che avviene oggigiorno, anzi da sempre, e lo scambio di favori è a livello di una commissione, che essendo composta da più persone, è più soggetta ad uno scambio di favori multipli a causa dei tanti componenti.
L'idea di Eco sarebbe addirittura rivoluzionaria rispetto all'attuale sistema.



Sai, non è tutto oro quello che luccica nel  mondo -estero - della cooptazione dei "migliori".
In un mondo ideologizzato come il nostro, quello che avviene da noi attraverso i concorsi, all'estero avviene attraverso il fare parte di cordate intellettuali, anche queste legate alla politica, anche se in maniera più "sciolta".
Con risultati discutibili, a volte.
Perché si sbaglierebbe a vedere nella corruzione solo un problema di familismo, è anche un problema di chi ha più potere e perché.
C'è tanta politica anche all'Università.
La strada è la pulizia totale del sistema dei concorsi, maggiori investimenti nelle assunzioni (la scarsità di posti favorisce la corruzione), e l'incoraggiamento a denunciare.


E' essenzialmente un problema di potere,  che viene manifestato ed esaltato da chi lo detiene (il familismo è un inciso). Circa i concorsi all'Università da almeno trent'anni o più si conosce il vincitore prima dell'espletamento del concorso (nei dipartimenti scientifici).  Eventualmente vai ad occupare il posto per un paio d'anni in altro ateneo, poi vieni richiamato.

Certo, non è che ho contestato queste cose.
Solo non credo che il metodo Eco sia una correzione.
Di fatto già fanno come vogliono, con o senza concorso.

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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  sandrocchio il Gio 28 Set 2017 - 7:10

flea ha scritto:
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sandrocchio ha scritto:Considerando che siamo in Italia, l'idea di Eco fa schifo. Ammettiamo che Ecosia ancora vivo, in attività, e agevoli la carriera di Pincopallo, il quale è un cretino. Quale docente accuserebbe Eco di aver agevolato un idiota? Al contrario, lo proteggerebbe,  sicuro che un giorno Eco gli ricambierà il favore. Lo chiamano "scambio di favori",  ed è il male endemico di questo Paese. In questo Paese di merda, soprattutto se hai grande prestigio, i colleghi si augurano che tu commetta un errore, in modo da coprirti e contare sulla tua gratitudine. Cosa alla quale non ti potrai sottrarre, visto che ti hanno coperto. Elimini i concorsi, ed elimini pure la parvenza di onestà che dovrebbe caratterizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione.



Ma è quello che avviene oggigiorno, anzi da sempre, e lo scambio di favori è a livello di una commissione, che essendo composta da più persone, è più soggetta ad uno scambio di favori multipli a causa dei tanti componenti.
L'idea di Eco sarebbe addirittura rivoluzionaria rispetto all'attuale sistema.


Sai, non è tutto oro quello che luccica nel  mondo -estero - della cooptazione dei "migliori".
In un mondo ideologizzato come il nostro, quello che avviene da noi attraverso i concorsi, all'estero avviene attraverso il fare parte di cordate intellettuali, anche queste legate alla politica, anche se in maniera più "sciolta".
Con risultati discutibili, a volte.
Perché si sbaglierebbe a vedere nella corruzione solo un problema di familismo, è anche un problema di chi ha più potere e perché.
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Non c'è nessuna strada. O meglio, l'unica vera strada da intraprendere sarebbe la privatizzazione dell'università, che dovrebbe reggersi in base al prestigio e all'autorevolezza dei propri docenti. Ma questo in Italia non succederà mai, perchè l'istruzione dev'essere pubblica, con la conseguenza che il prestigio dell'ateneo cede il primato al diritto allo studio. "Non importa dove studi, la cosa importante è che studi". Maggiori assunzioni? Aumenterebbe solo il clientelismo politico e accademico delle baronie e dei rispettivi protettori (perchè ogni barone che si rispetti gode di protezioni politiche, soprattutto se il proprietario dell'università è lo Stato). Non c'è strada percorribile perchè è un problema di mentalità. E la nostra strada è questa: meglio avere delle università mediocri che garantiscono il diritto allo studio che università di prestigio frequentata dalle élites. E se questa è la base di partenza, il problema è irrisolvibile.
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  sandrocchio il Gio 28 Set 2017 - 7:12

Se un aspirante docente italiano è davvero sicuro del proprio valore, si trasferisce all'estero. Non ha altre vie. In caso contrario deve cedere al compromesso, ed evitare di volare alto per non avere problemi.
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Re: Non fare l'inglese, fai l'italiano

Messaggio  savita il Gio 28 Set 2017 - 9:30

sandrocchio ha scritto:
flea ha scritto:
non è tutto oro quello che luccica nel  mondo -estero - della cooptazione dei "migliori".
In un mondo ideologizzato come il nostro, quello che avviene da noi attraverso i concorsi, all'estero avviene attraverso il fare parte di cordate intellettuali, anche queste legate alla politica, anche se in maniera più "sciolta".
Con risultati discutibili, a volte.
Perché si sbaglierebbe a vedere nella corruzione solo un problema di familismo, è anche un problema di chi ha più potere e perché.
C'è tanta politica anche all'Università.
La strada è la pulizia totale del sistema dei concorsi, maggiori investimenti nelle assunzioni (la scarsità di posti favorisce la corruzione), e l'incoraggiamento a denunciare.

Non c'è nessuna strada. O meglio, l'unica vera strada da intraprendere sarebbe la privatizzazione dell'università, che dovrebbe reggersi in base al prestigio e all'autorevolezza dei propri docenti. Ma questo in Italia non succederà mai, perchè l'istruzione dev'essere pubblica, con la conseguenza che il prestigio dell'ateneo cede il primato al diritto allo studio. "Non importa dove studi, la cosa importante è che studi". Maggiori assunzioni? Aumenterebbe solo il clientelismo politico e accademico delle baronie e dei rispettivi protettori (perchè ogni barone che si rispetti gode di protezioni politiche, soprattutto se il proprietario dell'università è lo Stato). Non c'è strada percorribile perchè è un problema di mentalità. E la nostra strada è questa: meglio avere delle università mediocri che garantiscono il diritto allo studio che università di prestigio frequentata dalle élites. E se questa è la base di partenza, il problema è irrisolvibile.

Nel caso della privatizzazione delle università , sarebbe molto importante anche obbligarle a istituire
consistenti assegni di studio per i meritevoli ( dipendenti dal reddito, comunque ) , in modo che tutti i ragazzi più meritevoli dalle superiori possano accedere all'università. Sarà che io concepisco ancora l'università come un'elite, non di censo e di famiglie importanti , ma di merito.
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