Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

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Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  Jeff Buckley il Gio 5 Ott 2017 - 0:49

ADN Kronos - Pubblicato il: 30/09/2017 11:00


Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  renzone il Gio 5 Ott 2017 - 8:05

Jeff Buckley ha scritto:ADN Kronos - Pubblicato il: 30/09/2017 11:00


Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Qui non si dice mica che Madrid si sta rimangiando un pò alla volta tutta l'autonomia della Catalogna...e sfido io che poi s'incazzano.
E teniamo presente che la Catalogna è più o meno come la Toscana in quanto a pil (ma è messa peggio per la disoccupazione), anche se non capisco nella tabella che hai postato l'ammontare ridicolo delle sue esportazioni....suppongo non si tratti di milioni...
Se fosse come il veneto o la lombardia con uno stato che le dilapida un sacco di risorse scopperebbe la guerra civile.
E non ci manca molto, il vedere la gurdia incivil che pestava anche i pompieri oltre che vecchie e bambini, il vedere che i mossos d'escuadra sono schierati con la gente che vuole l'indipendenza non fa presagire nulla de bueno.
E' evidente che se questo confronto dovesse concludersi con una oppressione militare,o stato spagnolo dovrebbe guardarsi anche da terroristi catalani oltre che dall'isis....e forse rispunterebbe anche il terrorismo basco

In ogni caso a noi italiani conviene una Spagna debole  e divisa (un competitor in meno)....ma se gli spagnoli si svegliassero fuori e lanciassero un qualcosa di nuovo, cioè una sorta di confederazione di Stati , un'associazione di Stati creata per trattato in vista dell'adozione di una costituzione comune europea....allora sarebbe una cosa esportabile in altri paesi d'europa,italia compresa
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  Jeff Buckley il Gio 5 Ott 2017 - 10:40

renzone ha scritto:
Jeff Buckley ha scritto:ADN Kronos - Pubblicato il: 30/09/2017 11:00


Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Qui non si dice mica che Madrid si sta rimangiando un pò alla volta tutta l'autonomia della Catalogna...e sfido io che poi s'incazzano.
E teniamo presente che la Catalogna è più o meno come la Toscana in quanto a pil (ma è messa peggio per la disoccupazione), anche se non capisco nella tabella che hai postato l'ammontare ridicolo delle sue esportazioni....suppongo non si tratti di milioni...
Se fosse come il veneto o la lombardia con uno stato che le dilapida un sacco di risorse scopperebbe la guerra civile.
E non ci manca molto, il vedere la gurdia incivil che pestava anche i pompieri oltre che vecchie e bambini, il vedere che i mossos d'escuadra sono schierati con la gente che vuole l'indipendenza non fa presagire nulla de bueno.
E' evidente che se questo confronto dovesse concludersi con una oppressione militare,o stato spagnolo dovrebbe guardarsi anche da terroristi catalani oltre che dall'isis....e forse rispunterebbe anche il terrorismo basco

In ogni caso a noi italiani conviene una Spagna debole  e divisa (un competitor in meno)....ma se gli spagnoli si svegliassero fuori e lanciassero un qualcosa di nuovo, cioè una sorta di confederazione di Stati , un'associazione di Stati creata per trattato in vista dell'adozione di una costituzione comune europea....allora sarebbe una cosa esportabile in altri paesi d'europa,italia compresa

Renzò, è AdNkronos, non la Jeff Buckley communication. Ieri sera sentivo a La7 un'economista che spiegava che è praticamente impossibile la secessione, perché al Catalogna pur essendo la seconda regione più ricca dopo quella di Madrid, si porterebbe dietro un debito pubblico enorme, in percentuale, e una situazione di disoccupati, pensionati e quanto dovrebbe alla Ue, nel caso venisse riconosciuta (cosa impossibile, in quanto al Spagna è membro con diritto di veto). Ho sentito ieri un leghista a RadioRai e diceva che loro gradirebbero l'autonomia e che la secessione è cosa bossiana della lega della prima ora. Insomma, sembrava una personcina moderata in confronto ;-)
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  renzone il Gio 5 Ott 2017 - 11:32

Jeff Buckley ha scritto:
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Jeff Buckley ha scritto:ADN Kronos - Pubblicato il: 30/09/2017 11:00


Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Qui non si dice mica che Madrid si sta rimangiando un pò alla volta tutta l'autonomia della Catalogna...e sfido io che poi s'incazzano.
E teniamo presente che la Catalogna è più o meno come la Toscana in quanto a pil (ma è messa peggio per la disoccupazione), anche se non capisco nella tabella che hai postato l'ammontare ridicolo delle sue esportazioni....suppongo non si tratti di milioni...
Se fosse come il veneto o la lombardia con uno stato che le dilapida un sacco di risorse scopperebbe la guerra civile.
E non ci manca molto, il vedere la gurdia incivil che pestava anche i pompieri oltre che vecchie e bambini, il vedere che i mossos d'escuadra sono schierati con la gente che vuole l'indipendenza non fa presagire nulla de bueno.
E' evidente che se questo confronto dovesse concludersi con una oppressione militare,o stato spagnolo dovrebbe guardarsi anche da terroristi catalani oltre che dall'isis....e forse rispunterebbe anche il terrorismo basco

In ogni caso a noi italiani conviene una Spagna debole  e divisa (un competitor in meno)....ma se gli spagnoli si svegliassero fuori e lanciassero un qualcosa di nuovo, cioè una sorta di confederazione di Stati , un'associazione di Stati creata per trattato in vista dell'adozione di una costituzione comune europea....allora sarebbe una cosa esportabile in altri paesi d'europa,italia compresa


Renzò, è AdNkronos, non la Jeff Buckley communication. Ieri sera sentivo a La7 un'economista che spiegava che è praticamente impossibile la secessione, perché al Catalogna pur essendo la seconda regione più ricca dopo quella di Madrid, si porterebbe dietro un debito pubblico enorme, in percentuale, e una situazione di disoccupati, pensionati e quanto dovrebbe alla Ue, nel caso venisse riconosciuta (cosa impossibile, in quanto al Spagna è membro con diritto di veto). Ho sentito ieri un leghista a RadioRai e diceva che loro gradirebbero l'autonomia e che la secessione è cosa bossiana della lega della prima ora. Insomma, sembrava una personcina moderata in confronto ;-)

certo se fossimo come l'alto adige molte cose cambierebbero, ma quella è una condizione che gli altoatesini si son guadagnati a colpi di attentati....qui si preferirebbe la strada democratica.
Ma la secessione fa parte di miti, il mito della Svizzera, come quello di che guevara per certi comunisti.
M un'italia federale non èun sogno, deve diventare realtà per poterci amministrare meglio...con tanti saluti ai terronazzi rapaci che non vogliono pensare a crescere un pò.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Gio 5 Ott 2017 - 13:26

Qui si tratta di decidere se sfidare la legge, quindi andare allo scontro con la polizia e la magistratura, per ottenere l'indipendenza, e se si è disposti a lasciare dei morti sulle strade. Se no è tutta una fanfaronata. Nessuno Stato concederebbe l'autonomia a un territorio, se non a prezzo di durissime battaglia. A me non risulta che la Cata.ogna, per esempio, abbia raccolto la solidarietà dell'Europa, che su questo si fa gli affari suoi. I catalani sono isolati, e in posizione di debolezza. Bisogna vedere fino a che punto sono determinati nel voler ottenere ciò cui aspirano. Non è uno scherzo andare contro la Legge e la Costituzione. Vuol dire contrapporsi al potere legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato. La Spagna certo non cederà, se non costretta. Qual è il prezzo che la Catalogna è disposta a pagare, anche in termini di vite umane? La questione è tutta qui.


Ultima modifica di sandrocchio il Ven 6 Ott 2017 - 21:36, modificato 1 volta
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  maserati il Ven 6 Ott 2017 - 8:08

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Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Qui non si dice mica che Madrid si sta rimangiando un pò alla volta tutta l'autonomia della Catalogna...e sfido io che poi s'incazzano.
E teniamo presente che la Catalogna è più o meno come la Toscana in quanto a pil (ma è messa peggio per la disoccupazione), anche se non capisco nella tabella che hai postato l'ammontare ridicolo delle sue esportazioni....suppongo non si tratti di milioni...
Se fosse come il veneto o la lombardia con uno stato che le dilapida un sacco di risorse scopperebbe la guerra civile.
E non ci manca molto, il vedere la gurdia incivil che pestava anche i pompieri oltre che vecchie e bambini, il vedere che i mossos d'escuadra sono schierati con la gente che vuole l'indipendenza non fa presagire nulla de bueno.
E' evidente che se questo confronto dovesse concludersi con una oppressione militare,o stato spagnolo dovrebbe guardarsi anche da terroristi catalani oltre che dall'isis....e forse rispunterebbe anche il terrorismo basco

In ogni caso a noi italiani conviene una Spagna debole  e divisa (un competitor in meno)....ma se gli spagnoli si svegliassero fuori e lanciassero un qualcosa di nuovo, cioè una sorta di confederazione di Stati , un'associazione di Stati creata per trattato in vista dell'adozione di una costituzione comune europea....allora sarebbe una cosa esportabile in altri paesi d'europa,italia compresa



Renzò, è AdNkronos, non la Jeff Buckley communication. Ieri sera sentivo a La7 un'economista che spiegava che è praticamente impossibile la secessione, perché al Catalogna pur essendo la seconda regione più ricca dopo quella di Madrid, si porterebbe dietro un debito pubblico enorme, in percentuale, e una situazione di disoccupati, pensionati e quanto dovrebbe alla Ue, nel caso venisse riconosciuta (cosa impossibile, in quanto al Spagna è membro con diritto di veto). Ho sentito ieri un leghista a RadioRai e diceva che loro gradirebbero l'autonomia e che la secessione è cosa bossiana della lega della prima ora. Insomma, sembrava una personcina moderata in confronto ;-)


Detta così non si capisce dove sia il problema, a parte il veto di Madrid.
Si porterebbe dietro la proprio quota di debito in base alla percentuale di abitanti, è vero. Ma avrebbe un debito pro capite uguale a prima ma a cui farebbe da contraltare un pil pro capite decisamente superiore a quello spagnolo, quindi una situazione di debito molto più sostenibile. Se poi rimanesse nell'UE continuerebbe a pagare l'UE come prima, sempre in termini pro capite. Quanto ai disoccupati si ritroverebbe con gli stessi disoccupati di prima, solo che da stato indipendente avrebbe molti più margini per ridurre il tasso di disoccupazione.
Il problema non è la quota di debito pubblico che si sobbarcherebbe Barcellona, ma quello che resterebbe in carico a Madrid, il cui pil drasticamente ridotto a causa del mancato apporto di quello catalano renderebbe il suddetto debito pubblico insostenibile.
Ora appare chiaro che questa insostenibilità è l'ultima cosa che vuole l'Europa, ed è appunto l'avere l'Europa completamente contro a rendere il progetto d'indipendenza irrealizzabile.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  Jeff Buckley il Ven 6 Ott 2017 - 16:39

maserati ha scritto:
Jeff Buckley ha scritto:


renzone ha scritto:



Jeff Buckley ha scritto:ADN Kronos - Pubblicato il: 30/09/2017 11:00


Si acuisce sempre di più lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona a causa del referendum sull'indipendenza della Catalogna in programma domani primo ottobre. Una tensione scaturita da fattori diversi e complessi che nel tempo hanno contribuito ad alimentare i vari movimenti separatisti. Fino a pochi anni fa le rivendicazioni catalane era basate soprattutto sulle radici storiche e culturali della regione, caratterizzata da un alto livello di autonomia e dall'uso di una lingua propria. Oggi invece la spinta indipendentista è basata soprattutto su ragioni politiche ed economiche. I movimenti separatisti rivendicano infatti la massima libertà nella gestione della Catalogna, Comunità autonoma dalla fine degli anni '70 e tra le regioni più industrializzate della Spagna, rifiutando le pressioni e i limiti imposti dal governo centrale e dalla Costituzione.

RADICI STORICHE E CULTURALI - La Catalogna è una delle regioni più ricche della Spagna, con una forte identità culturale e una propria lingua, che ha dato i natali ad artisti come Salvador Dalì, Joan Miro e Antoni Gaudì. Soggetta ai sovrani d'Aragona, la Catalogna è diventata parte della Spagna nel quindicesimo secolo. L'Ottocento segnò una forte rinascita del nazionalismo catalano. Con l'avvento della Repubblica nel 1931, fu concessa particolare autonomia alla Generalitat della Catalogna. Bastione dell'antifranchismo durante la guerra civile spagnola, la regione perse tutti suoi privilegi durante la dittatura. La costituzione democratica del 1978 ha poi concesso un alto livello di autonomia alla Catalogna, che è dotata di una sua propria polizia, i Mossos d'Esquadra. Il catalano, il cui uso era proibito durante il franchismo, è diventato lingua ufficiale assieme allo spagnolo.


FATTORE ECONOMICO - Fra le principali mete turistiche della Spagna, la Catalogna è anche una delle regioni più ricche industrializzate del paese. Oltre alle fabbriche automobilistiche della Seat e della Nissan, è sede di almeno 7mila multinazionali. Con 7,5 milioni di abitanti, pari al 16% della popolazione spagnola, contribuisce al 19% del Pil spagnolo. Il reddito pro capite è di 27.663 euro contro 24.100 della media spagnola e la disoccupazione è al 13,2% rispetto al 17,2% del resto del paese. Con il suo porto e l'aeroporto, Barcellona è una città economicamente e culturalmente vivace che attira ogni anno milioni di turisti e di studenti stranieri. La rottura con il resto della Spagna si è consumata a partire dalla crisi economica del 2008, quando le misure di austerity imposte dal governo centrale hanno contribuito a fomentare un sentimento separatista che prima era condiviso solo dal 20% della popolazione. I sostenitori dell'indipendenza affermano che la Catalogna sovvenziona con le sue tasse lo stato spagnolo, di cui è contributore netto con 10 miliardi di euro. E sono convinti che uno stato catalano possa reggere e prosperare economicamente da solo. Ma il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos stima che la secessione porterebbe ad un crollo del 25-30% dell'economia, anche perché uscendo dalla Spagna la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione Europea.

FATTORE POLITICO - I separatisti catalani vorrebbero gestire la regione in maniera autonoma senza i limiti imposti da Madrid. La Costituzione spagnola infatti concede alle singole Comunità Autonome un ampio margine decisionale su materie come istruzione e sanità ma ne limita la libertà su altre di competenza esclusivamente del governo centrale. A nulla sono valsi i tentativi della Catalogna di ribellarsi. Nel 2010 la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di annullare alcuni punti del nuovo Statuto di Autonomia, una sorta di costituzione della Catalogna, ha ulteriormente inasprito gli animi. E nel 2012, il governo di Madrid ha respinto la richiesta di maggiore autonomia fiscale.

"CARCERE DELLA DEMOCRAZIA" - Il gruppo separatista basco dell'Eta ha condannato la risposta di Madrid alle aspirazioni indipendentistiche della Catalogna, affermando che lo Stato spagnolo è "un carcere per i popoli". Lo Stato spagnolo dimostra di essere "una prigione per i popoli negando l'identità nazionale dei Paesi catalani", scrive l'organizzazione in una dichiarazione pubblicata dal quotidiano basco Gara. Per l'Eta, alla quale è attribuita la morte di almeno 829 persone in nome della sua lotta per l'indipendenza, il governo d Madrid "è diventato anche un carcere per la democrazia, perché ha calpestato i diritti dei catalani". "I diritti civili e politici - scrive ancora l'organizzazione - sono di nuovo in discussione. E per violarli non hanno bisogno di usare il pretesto della lotta armata. È stato dimostrato che la nozione che 'senza violenza tutto è possibile' era totalmente falso".


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Qui non si dice mica che Madrid si sta rimangiando un pò alla volta tutta l'autonomia della Catalogna...e sfido io che poi s'incazzano.
E teniamo presente che la Catalogna è più o meno come la Toscana in quanto a pil (ma è messa peggio per la disoccupazione), anche se non capisco nella tabella che hai postato l'ammontare ridicolo delle sue esportazioni....suppongo non si tratti di milioni...
Se fosse come il veneto o la lombardia con uno stato che le dilapida un sacco di risorse scopperebbe la guerra civile.
E non ci manca molto, il vedere la gurdia incivil che pestava anche i pompieri oltre che vecchie e bambini, il vedere che i mossos d'escuadra sono schierati con la gente che vuole l'indipendenza non fa presagire nulla de bueno.
E' evidente che se questo confronto dovesse concludersi con una oppressione militare,o stato spagnolo dovrebbe guardarsi anche da terroristi catalani oltre che dall'isis....e forse rispunterebbe anche il terrorismo basco

In ogni caso a noi italiani conviene una Spagna debole  e divisa (un competitor in meno)....ma se gli spagnoli si svegliassero fuori e lanciassero un qualcosa di nuovo, cioè una sorta di confederazione di Stati , un'associazione di Stati creata per trattato in vista dell'adozione di una costituzione comune europea....allora sarebbe una cosa esportabile in altri paesi d'europa,italia compresa




Renzò, è AdNkronos, non la Jeff Buckley communication. Ieri sera sentivo a La7 un'economista che spiegava che è praticamente impossibile la secessione, perché al Catalogna pur essendo la seconda regione più ricca dopo quella di Madrid, si porterebbe dietro un debito pubblico enorme, in percentuale, e una situazione di disoccupati, pensionati e quanto dovrebbe alla Ue, nel caso venisse riconosciuta (cosa impossibile, in quanto al Spagna è membro con diritto di veto). Ho sentito ieri un leghista a RadioRai e diceva che loro gradirebbero l'autonomia e che la secessione è cosa bossiana della lega della prima ora. Insomma, sembrava una personcina moderata in confronto ;-)



Detta così non si capisce dove sia il problema, a parte il veto di Madrid.
Si porterebbe dietro la proprio quota di debito in base alla percentuale di abitanti, è vero. Ma avrebbe un debito pro capite uguale a prima ma a cui farebbe da contraltare un pil pro capite decisamente superiore a quello spagnolo, quindi una situazione di debito molto più sostenibile. Se poi rimanesse nell'UE continuerebbe a pagare l'UE come prima, sempre in termini pro capite. Quanto ai disoccupati si ritroverebbe con gli stessi disoccupati di prima, solo che da stato indipendente avrebbe molti più margini per ridurre il tasso di disoccupazione.
Il problema non è la quota di debito pubblico che si sobbarcherebbe Barcellona, ma quello che resterebbe in carico a Madrid, il cui pil drasticamente ridotto a causa del mancato apporto di quello catalano renderebbe il suddetto debito pubblico insostenibile.
Ora appare chiaro che questa insostenibilità è l'ultima cosa che vuole l'Europa, ed è appunto l'avere l'Europa completamente contro a rendere il progetto d'indipendenza irrealizzabile.

Come potrai intuire, l'economista ha spiegato molte più cose del sottoscritto nei dettaglio, io ho ricordato poche cose mentre ascoltavo e facevo altro. Ieri una mia amica anarchica ricca sfondata di via cortina d'Ampezzo (mi diverte molto, devo dire), mi ha detto che lei, in quanto anarchica, è per la massima frammentazione e libertà dei popoli. Che dire, ci ritireremo nello stato Pontificio, del resto non ci è mai andata male.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  maserati il Sab 7 Ott 2017 - 6:04

Jeff Buckley ha scritto:

Come potrai intuire, l'economista ha spiegato molte più cose del sottoscritto nei dettaglio, io ho ricordato poche cose mentre ascoltavo e facevo altro. Ieri una mia amica anarchica ricca sfondata di via cortina d'Ampezzo (mi diverte molto, devo dire), mi ha detto che lei, in quanto anarchica, è per la massima frammentazione e libertà dei popoli. Che dire, ci ritireremo nello stato Pontificio, del resto non ci è mai andata male.



Non conosco la tua amica ma i viene da immaginare che, come tantissimi altri, abbia un concetto di libertà dei popoli molto romantico alla Braveheart. Ma non siamo più ai tempi di Braveheart, siamo nell'era dei grandi debiti pubblici nazionali.
Immagina che una coppia chieda un mutuo, il marito fa il dirigente in un ufficio pubblico e la moglie fa a pittrice bohemienne. I due si separano, vanno alla banca dove hanno il mutuo e dicono "facciamo così; vendiamo il nostro trilocale, con quei soldi compriamo due miniapparamenti, e sostituiamo il mutuo attuale con due mezzi mutui fifty fifty". La banca risponde che per il marito andrebbe bene, ma che col cazzo rinunciano alla garanzia dello stipendio del marito sul mezzo mutuo della pittrice bohemienne.
Per la Catalogna è più o meno la stessa cosa: la garanzia sul debito pubblico nazionale è data dal PI. e l'Europa, l'establishment  (cioè l'equivalente della banca creditrice) col cazzo rinunciano alla garanzia del pil catalano sul debito di Madrid. Per il lombardo-veneto la cosa è ancora peggio: abbiamo un debito pro-capite superiore alla Spagna e il divario interno di pil è ancora più marcato.
Quindi stai tranquillo che non ci sarà mai nessuna secessione.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Sab 7 Ott 2017 - 6:42

Ricordo che in Catalogna non hanno investito solo i Catalani. Non è che ci voglia molto, con le tecnologie di oggi, a trasferire la sede da Barcellona a Madrid. Non c'è repressione peggiore di quella finanziaria. Anche perchè le sue vittime non finiscono in genere sulle pagine dei giornali. La FInanza può uccidere senza che nessuno se ne accorga. Vale per la Catalogna come per il Lombardo-Veneto ...
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  Jeff Buckley il Sab 7 Ott 2017 - 16:17

maserati ha scritto:
Jeff Buckley ha scritto:

Come potrai intuire, l'economista ha spiegato molte più cose del sottoscritto nei dettaglio, io ho ricordato poche cose mentre ascoltavo e facevo altro. Ieri una mia amica anarchica ricca sfondata di via cortina d'Ampezzo (mi diverte molto, devo dire), mi ha detto che lei, in quanto anarchica, è per la massima frammentazione e libertà dei popoli. Che dire, ci ritireremo nello stato Pontificio, del resto non ci è mai andata male.




Non conosco la tua amica ma i viene da immaginare che, come tantissimi altri, abbia un concetto di libertà dei popoli molto romantico alla Braveheart. Ma non siamo più ai tempi di Braveheart, siamo nell'era dei grandi debiti pubblici nazionali.
Immagina che una coppia chieda un mutuo, il marito fa il dirigente in un ufficio pubblico e la moglie fa a pittrice bohemienne. I due si separano, vanno alla banca dove hanno il mutuo e dicono "facciamo così; vendiamo il nostro trilocale, con quei soldi compriamo due miniapparamenti, e sostituiamo il mutuo attuale con due mezzi mutui fifty fifty". La banca risponde che per il marito andrebbe bene, ma che col cazzo rinunciano alla garanzia dello stipendio del marito sul mezzo mutuo della pittrice bohemienne.
Per la Catalogna è più o meno la stessa cosa: la garanzia sul debito pubblico nazionale è data dal PI. e l'Europa, l'establishment  (cioè l'equivalente della banca creditrice) col cazzo rinunciano alla garanzia del pil catalano sul debito di Madrid. Per il lombardo-veneto la cosa è ancora peggio: abbiamo un debito pro-capite superiore alla Spagna e il divario interno di pil è ancora più marcato.
Quindi stai tranquillo che non ci sarà mai nessuna secessione.

Condivido quel che dici, però ti assicuro che sono davvero tranquillo sulle secessioni e indipendenze varie. la mia amica è una nota giornalista, ricchissima e chiaramente èer lei è tutta Poesia, anche il debito. Degli altri.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Sab 7 Ott 2017 - 21:04

Ammettiamo che il Lombardo-veneto diventi autonomo. Ma le strutture statali, tipo gli ospedali,le scuole ecc., pensate di prendervele gratis? Lo Stato a quel punto dovrebbe vendere a prezzo di mercato. O le comprate o quelle strutture si chiudono. Non potete pensare di fare gli autonomi e godere ancora dei servizi dello Stato. Se volete togliervi dai piedi, dovete pagare per avere quelle strutture. Se no si chiudono. Mi sembra logico. Per esempio,il Niguarda di Milano è statale, credo. Lo Stato può decidere di venderlo alla Regione Lombardia, ovviamente a prezzo di mercato. Se la Lombardia non paga, il Niguarda si chiude. Questo mi sembra ovvio. E tutte le attrezzature pagate dallo Stato finiscono negli ospedali pubblici delle regioni rimaste in Italia. In sostanza,lo Stato vi lascia in mutande, e questo dev'essere chiaro.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Sab 7 Ott 2017 - 21:14

Fra l'altro il Niguarda è sorto nel '39, per volontà di Mussolini. Si può dire o è apologia del fascismo?
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Sab 7 Ott 2017 - 21:28

Mea culpa. Sul Niguarda ho commesso un errore. E' un'azienda ospedaliera "autonoma", nel senso che "vende" le sue prestazioni alla Regione Lombardia. Chiedo venia per l'errore.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Sab 7 Ott 2017 - 21:33

Che poi, a ben pensarci, anche quello delle aziende ospedaliere autonome è un casino. Lasciamo perdere il Niguarda, che è un ospedale di prestigio su cui la sanità lombarda si gioca l'immagine se le cose non funzionano a dovere. Ma se un'azienda ospedaliera non ha il prestigio del Niguarda e viene premiata se riesce a contenere le spese e a mantenersi nel budget, poi non possiamo lamentarci se le protesi non sono di prima qualità. Insomma, è un ginepraio, e il paziente può esserne l'inconsapevole vittima. Ma sto uscendo dal seminato ...
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  renzone il Dom 8 Ott 2017 - 18:38

sandrocchio ha scritto:Ricordo che in Catalogna non hanno investito solo i Catalani. Non è che ci voglia molto, con le tecnologie di oggi, a trasferire la sede da Barcellona a Madrid. Non c'è repressione peggiore di quella finanziaria. Anche perchè le sue vittime non finiscono in genere sulle pagine dei giornali. La FInanza può uccidere senza che nessuno se ne accorga. Vale per la Catalogna come per il Lombardo-Veneto ...

infatti nel veneto i morti per causa della finanza statale non si contano più...


PS
Dopo le tremende pressioni del governo di Madrid e di Bruxelles (che evidentemente teme da matti un effetto domino), vergognosissima la messinscena imbastita su dai media per gli unionisti spagnoli: se sono tanto sicuri di vincere perchè non fanno un referendum tanto per stabilire una volta per tutte quanti sono per la secessione o no?
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Dom 8 Ott 2017 - 20:36

Perchè la secessione non si ottiene col referendum, si ottiene con la lotta e col sacrificio di vite umane. Voi volete la secessione e l'Italia non è d'accordo. O ve ne state zitti e buoni o passate alle vie di fatto. Vale lo stesso per i Catalani. Muovano guerra alla Spagna, se no la piantino di rompere i marroni. Nel 1789 i Francesi non hanno chiesto alla Monarchia di indire un referendum. Niente secessione, punto. Se fate chiasso, interviene la polizia e reprime. Giustamente.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  sandrocchio il Dom 8 Ott 2017 - 20:39

Intanto, alle prossime elezioni, vediamo quanti veneti votano Lega e quanti appoggeranno i partiti unionisti. Altro che referendum.
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  renzone il Lun 9 Ott 2017 - 8:43

sandrocchio ha scritto:Intanto, alle prossime elezioni, vediamo quanti veneti votano Lega e quanti appoggeranno i partiti unionisti. Altro che referendum.


Io sicuramente voterò lega
Guarda che al referendum non votano si solo i leghisti, ma anche il cdx (checchè ne dica la melona) e il pd.
Questoperchè non è un referendum secessionista ma autonomista, cosa prevista dalla costituzione , ma ovviamente manco cagata dalla politica romana
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

Messaggio  Jeff Buckley il Mar 10 Ott 2017 - 2:04

renzone ha scritto:Io sicuramente voterò lega

Ma dai?! E io che leggendoti, ho pensato: guarda renzone che bel moderato - di una destra moderna europea - che è diventato Very Happy Laughing

P.s. Si giocà, renzò...
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Re: Ecco perché la Catalogna vuole l'indipendenza

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