E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

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E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  savita il Lun 20 Nov 2017 - 13:14

Si tratta del Liceo Classico Virgilio, dove sarebbero avvenuti episodi deprecabilissimi, durante la cosiddetta ultima   "occupazione " .  Festini a pagamento con sesso e droga in aule e in orario scolsatico , ripresi da cellulari ( e con  moltissimi studenti minorenni !!) , spaccio, bombe carta fatte esplodere, insegnati intimiditi e minacciati, scuola vandalizzata all' interno e all'esterno.
E, in più , la sicumera e l'arroganza di alcune famiglie "bene " e importanti di Roma, che difendono ad ogni costo i propri pargoli .
Ma  una cosa  altrettanto grave, secondo me, è che non  è possibile per legge  che studenti minorenni possano "occupare" una scuola.  I minori sono sotto la tutela degli adulti che li hanno in custodia, genitori e insegnanti.
Perchè allora le forze dell'ordine non sono intervenute ?
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Lun 20 Nov 2017 - 18:43

Le famiglie bene,importanti e ricche, con un passato, i figli li mandano a scuola all'estero. Anche se sono minorenni. Quelle del Virgilio sono famiglie di cafoni arricchiti. E di ciò che fanno i loro pargoli, in questo Paese andato alla malora, me ne frego. Non ci sarà alcuna conseguenza per ciò che è successo al Virgilio. Non fin quando non cambierà la scuola di questo Paese. Tu pensi che le famiglie di cafoni arricchiti del Virgilio non siano ammanicate con questo o quel politico? E secondo te il Capo della Polizia o il Questore va a scontrarsi col potere politico per i rampolli del Virgilio? Syai scherzando?
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  flea il Lun 20 Nov 2017 - 19:03

savita ha scritto:  Si tratta del Liceo Classico  Virgilio, dove sarebbero avvenuti episodi deprecabilissimi, durante la cosiddetta ultima   "occupazione " .  Festini a pagamento con sesso e droga in aule e in orario scolsatico , ripresi da cellulari ( e con  moltissimi studenti minorenni !!) , spaccio, bombe carta fatte esplodere, insegnati intimiditi e minacciati, scuola vandalizzata all' interno e all'esterno.
E, in più , la sicumera e l'arroganza di alcune famiglie "bene " e importanti di Roma, che  difendono ad ogni costo i  propri pargoli .
Ma  una cosa  altrettanto grave, secondo me, è che non  è possibile per legge  che studenti minorenni possano "occupare" una scuola.  I minori sono sotto la tutela degli adulti che li hanno in custodia, genitori e insegnanti.
Perchè allora le forze dell'ordine non sono intervenute ?

Quello che avviene da due anni prima con una preside che poi ha lasciato e poi con un'altra è questo:
Spaccio nel cortile della scuola la preside chiama i carabinieri, i ragazzi spalleggiati dai genitori occupano le sue stanze, cartelloni, vattene via, la preside lascia.
Silenzio istituzionale, gli unici che si schierano apertamente con la Dirigente e contro la pratica delle occupazioni, sono quelli del gruppo di Firenze - quei biechi reazionari.
Vediamo cosa c'è scritto nel Rav della scuola a Luglio:
“A volte, le famiglie non supportano il ruolo valutativo e di controllo che è proprio della Scuola, giungendo in qualche caso a delegittimarne la funzione istituzionale”. Oppure: “Le regole sono spesso disattese per una diffusa volontà di contestazione dell'Istituzione scolastica e pubblica in generale”. O, ancora: “Emerge un bisogno di maggiore diffusione e comprensione delle regole democratiche, di collaborazione scuola-famiglia sul tema del rispetto dell'altro”.
Più chiaro di così? Fanno tutti quel che vogliono perché, al momento della sentenza, arriva il “Non expedit”. Si legge ancora nel Rapporto, “il mancato rispetto delle regole è anche dovuto ad un pregresso di non sufficiente rigore e alla mancata attuazione delle sanzioni previste dal Regolamento d'Istituto. L'irrogazione di sospensioni, nel complesso inferiore ai dati dichiarati da altre scuole, conferma le circostanze qui esposte”.A firmare la ‘grazia’? Direttamente le famiglie, che difendono anche contro l’evidenza i propri figli. I ragazzi fumano erba a scuola? Loro irridono: “Gli spinelli servono per calmarli”; “Meglio in classe che per strada”; 'Vuol dire che qui c’è roba buona”. Scoppiano due petardi? Parlano di “cose deprecabili, stupide ma riferibili ad una goliardia che c'è sempre stata nella scuola e che non riguarda il clima dell'istituto”. Gli studenti scambiano la scuola per un albergo a ore? I genitori sminuiscono il comportamento dei figli e se la prendono con il ‘guardone’ che ha filmato il tutto, annunciando denunce. Insomma, minacce e intimidazioni all’insegna del più classico ‘lei non sa chi sono io’.


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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  flea il Lun 20 Nov 2017 - 19:10

Cosa sta succedendo? Né più né meno quello che si verifica quotidianamente in tantissimi istituti d’Italia. Skuola.net monitora i ragazzi, cerca di far emergere le problematiche che convivono con la quotidianità scolastica, tenta di richiamare l’attenzione sulle cose che non vanno. E le cose, effettivamente, non vanno come dovrebbero. Basta snocciolare i singoli capitoli che sono stati chiamati in ballo dal ‘caso Virgilio’. Droga a scuola? Beh, stando a quanto ci dicono gli studenti lo spaccio è ormai una consuetudine: circa 1 ragazzo su 2 riferisce che nel proprio istituto si smercino sostante stupefacenti, che quasi sempre a farlo sono gli stessi alunni e che i controlli sono scarsi. L’occupazione è illegale? In un quarto delle scuole continuano senza sosta ogni anno. E una buona fetta partecipa solo per puro divertimento, nessuno scopo costruttivo. Mamme e papà troppo alleati dei figli? I dati confermano la tesi: in occasione dei colloqui con i professori, quasi 1 genitore su 10 arriva ad alzare la voce o addirittura ad aggredire i docenti.

I professori? Impauriti e tenuto sotto scacco da almeno 40 anni di delegittimazione, demonizzazione, stronzate pedagogiche varie o hanno paura - anche perché non tutti i dirigenti hanno le palle o l'impostazione per appoggiarli - oppure Sindrome di Stoccolma o del "cane mangia cane" (io sono il Professore buono, io sto dalla parte dei ragazzi, non come gli altri, amatemi, amate me, io solo so che voi siete buoni, bravi ecc.).
Ancora l'attuale dirigente:
"I professori cercano di reagire ma "è una lotta impari: ci sono genitori che gliele fanno togliere o che ricorrono al Tar contro le bocciature. E vincono", dichiara Alfano. La preside racconta di aver sempre denunciato quello che accade nell'isituto. "A volte vorrei andare a insegnare in periferia o nelle scuole dove ci sono i figli dei camorristi. Almeno lì saprei con chi ho a che fare"

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Michele Prenna

Messaggio  gus il Lun 20 Nov 2017 - 19:22

Povera Scuola!
C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
per tanti evocante fatica
nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
dolcezze coi lazzaroni
per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.

Oggi è ridotta allo sfascio
colmata di belle parole
vittima di demagogie
colpevoli di tutti e nessuno.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Lun 20 Nov 2017 - 22:45

E' per questo che dico che i figli delle famiglie veramente importanti, con tradizioni serie alle spalle, al Virgilio non ci vanno. Se un istituto è in declino,quelle famiglie mandano i figli da un'altra parte. Questi sono i figli degli intrallazzatori, gente senza passato che si è fatta una posizione in questa Italia, artefici del nostro declino. E che quei figli li difendano, è un'ovvia conseguenza del basso livello dell'utenza del Virgilio. Più si abbassa il livello dell'utenza, più le persone effettivamente importanti se ne allontanano. Quali famiglie davvero importanti, con un passato, mandano i figli al Virgilio? Fuori i nomi!
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  savita il Mar 21 Nov 2017 - 13:33

flea ha scritto:

Quello che avviene da due anni prima con una preside che poi ha lasciato e poi con un'altra è questo:
Spaccio nel cortile della scuola la preside chiama i carabinieri, i ragazzi spalleggiati dai genitori occupano le sue stanze, cartelloni, vattene via, la preside lascia.
Silenzio istituzionale, gli unici che si schierano apertamente con la Dirigente e contro la pratica delle occupazioni, sono quelli del gruppo di Firenze - quei biechi reazionari.
Vediamo cosa c'è scritto nel Rav della scuola a Luglio:
“A volte, le famiglie non supportano il ruolo valutativo e di controllo che è proprio della Scuola, giungendo in qualche caso a delegittimarne la funzione istituzionale”. Oppure: “Le regole sono spesso disattese per una diffusa volontà di contestazione dell'Istituzione scolastica e pubblica in generale”. O, ancora: “Emerge un bisogno di maggiore diffusione e comprensione delle regole democratiche, di collaborazione scuola-famiglia sul tema del rispetto dell'altro”.
Più chiaro di così? Fanno tutti quel che vogliono perché, al momento della sentenza, arriva il “Non expedit”. Si legge ancora nel Rapporto, “il mancato rispetto delle regole è anche dovuto ad un pregresso di non sufficiente rigore e alla mancata attuazione delle sanzioni previste dal Regolamento d'Istituto. L'irrogazione di sospensioni, nel complesso inferiore ai dati dichiarati da altre scuole, conferma le circostanze qui esposte”.A firmare la ‘grazia’? Direttamente le famiglie, che difendono anche contro l’evidenza i propri figli. I ragazzi fumano erba a scuola? Loro irridono: “Gli spinelli servono per calmarli”; “Meglio in classe che per strada”; 'Vuol dire che qui c’è roba buona”. Scoppiano due petardi? Parlano di “cose deprecabili, stupide ma riferibili ad una goliardia che c'è sempre stata nella scuola e che non riguarda il clima dell'istituto”. Gli studenti scambiano la scuola per un albergo a ore? I genitori sminuiscono il comportamento dei figli e se la prendono con il ‘guardone’ che ha filmato il tutto, annunciando denunce. Insomma, minacce e intimidazioni all’insegna del più classico ‘lei non sa chi sono io’.



certo, ma , al di là di tutto questo , è  vietato dalla legge che minori si trattengano in un edificio scolastico senza sorveglianza.
Eppure tutto ciò è stato permesso, tollerato, non dico dalla Preside che aveva  segnalato il caso , ma dalle autorità competenti. Alla notizia dell' occupazione, la Preside doveva convocare genitori e polizia. Il prefetto doveva intervenire, nel frattempo i genitori dei minori ( ben i 4 / 5 circa in una media superiore ) dovevano tenere i figli a casa . Ci sono  state carenze gravissime, e leggi non rispettate  da  adulti :  genitori e pubblici ufficiali  . Roba da reati penali molto gravi . Vorrei vedere che cosa sarebbe successo in caso di una disgrazia .

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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  savita il Mar 21 Nov 2017 - 18:22

gus ha scritto:Povera Scuola!
C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
per tanti evocante fatica
nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
dolcezze coi lazzaroni
per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.

Oggi è ridotta allo sfascio
colmata di belle parole
vittima di demagogie
colpevoli di tutti e nessuno.


In questo caso, niente affatto "colpevoli tutti  e nessuno ".
In caso di minori, ci sono leggi ben precise a cui  qui non hanno ottemperato nè genitori né  istituzioni . Quando la scuola media superiore di mia   figlia è stata occupata ( non ricordo se lei avesse 14 o 15 anni ), l' avevamo tenuta a casa, e così  abbiamo  fatto solo il minimo del  nostro dovere di genitori  , ma non  di cittadini .Cioè, visto che  il preside  se ne guardava bene  , avremmo dovuto fare anche un esposto o una denuncia  , ma per il quieto vivere di mia figlia non l'avevamo fatto.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  flea il Mar 21 Nov 2017 - 18:38

savita ha scritto:
gus ha scritto:Povera Scuola!
C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
per tanti evocante fatica
nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
dolcezze coi lazzaroni
per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.

Oggi è ridotta allo sfascio
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colpevoli di tutti e nessuno.



In questo caso, niente affatto "colpevoli tutti  e nessuno ".
In caso di minori, ci sono leggi ben precise a cui  qui non hanno ottemperato nè genitori né  istituzioni . Quando la scuola media superiore di mia   figlia è stata occupata ( non ricordo se lei avesse 14 o 15 anni ), l' avevamo tenuta a casa, e così  abbiamo  fatto solo il minimo del  nostro dovere di genitori  , ma non  di cittadini .Cioè,  visto che  il preside  se ne guardava bene  , avremmo dovuto fare anche un esposto o una denuncia  , ma per il quieto vivere di mia figlia non l'avevamo fatto.

E però Savita quando lo stesso ministro dell'istruzione, in questo caso Faraone, proclama che le "occupazioni sono costruttive e che lui ha imparato molto dalle stesse", e quando la ministra (la ministro? ) Fedeli si preoccupa, di fronte a casi tanto eclatanti, dell'emorragia di iscritti, o di "riavviare il dialogo", (lei stessa che ha eliminato quell'ultimo feticcio di deterrente che poteva essere la non ammissione per il voto in condotta), cosa vuoi aspettarti da un, non so le percentuali, di dirigenti che viene da o fa politica? E che dalla "scuola dell'autonomia" si preoccupa sopratutto di non scontentare gli utenti, o di non contrastare quelle che possono essere famiglie influenti o famiglie criminali?
Quei dirigenti che dicono che la scuola deve essere "dialogante" e che la repressione/punizione non serve a nullla, anzi tradisce il mandato della scuola?
Quando negli ultimi anni è ripresa la voga delle okkupazioni, mi sai dire quanti articoli della stampa progressista hanno posto attenzione al fenomeno o anche solo fatto rilevare che è semplicemente illegale? Zero. Poche voci isolate. Bollate di reazionarismo.

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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  gus il Mar 21 Nov 2017 - 18:46

savita ha scritto:
gus ha scritto:Povera Scuola!
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che incuteva timore
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nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
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In questo caso, niente affatto "colpevoli tutti  e nessuno ".
In caso di minori, ci sono leggi ben precise a cui  qui non hanno ottemperato nè genitori né  istituzioni . Quando la scuola media superiore di mia   figlia è stata occupata ( non ricordo se lei avesse 14 o 15 anni ), l' avevamo tenuta a casa, e così  abbiamo  fatto solo il minimo del  nostro dovere di genitori  , ma non  di cittadini .Cioè,  visto che  il preside  se ne guardava bene  , avremmo dovuto fare anche un esposto o una denuncia  , ma per il quieto vivere di mia figlia non l'avevamo fatto.

Io vengo da una famiglia di insegnanti. Padre, madre, sorella e soprattutto mia moglie. Più che un lavoro dovrebbe essere una vocazione e non uno sbocco professionale, tanto per portare a casa uno stipendio. Bisogna ammetterlo che molti insegnanti non hanno le qualità per farlo. Ma non mi va l'accanimento verso gli insegnanti. Intanto molti studenti sono indisciplinati e i genitori scioccamente si schierano dalla parte dei figli. Si pretende una scuola perfetta in uno stato afflitto da zoppia a tutti i livelli.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  flea il Mar 21 Nov 2017 - 18:56

gus ha scritto:
savita ha scritto:

gus ha scritto:Povera Scuola!
C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
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nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
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per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.

Oggi è ridotta allo sfascio
colmata di belle parole
vittima di demagogie
colpevoli di tutti e nessuno.




In questo caso, niente affatto "colpevoli tutti  e nessuno ".
In caso di minori, ci sono leggi ben precise a cui  qui non hanno ottemperato nè genitori né  istituzioni . Quando la scuola media superiore di mia   figlia è stata occupata ( non ricordo se lei avesse 14 o 15 anni ), l' avevamo tenuta a casa, e così  abbiamo  fatto solo il minimo del  nostro dovere di genitori  , ma non  di cittadini .Cioè,  visto che  il preside  se ne guardava bene  , avremmo dovuto fare anche un esposto o una denuncia  , ma per il quieto vivere di mia figlia non l'avevamo fatto.


Io vengo da una famiglia di insegnanti. Padre, madre, sorella e soprattutto mia moglie. Più che un lavoro dovrebbe essere una vocazione e non uno sbocco professionale, tanto per portare a casa uno stipendio. Bisogna ammetterlo che molti insegnanti non hanno le qualità per farlo. Ma non mi va l'accanimento verso gli insegnanti. Intanto molti studenti sono indisciplinati e i genitori scioccamente si schierano dalla parte dei figli. Si pretende una scuola perfetta in uno stato afflitto da zoppia a tutti i livelli.

Gus, tutti i lavori dovrebbero venire da una "vocazione", ammesso che si sappia esattamente cosa sia, perché ci sono pareri discordanti, e non per portare a casa uno stipendio.
Trovo singolare che questo fatto della "vocazione" si tiri fuori solo per l'insegnamento, come se il fatto di avere una vocazione - mettiamo il medico o la suora - voglia dire, o implichi, essere disposti a tutto, sopportare tutto, o peggio, sostituire come tu stesso implicitamente dici, tutte le carenze sociali economiche assistenziali a colpi di "vocazione".
Secondo me la migliore vocazione, o meglio, talento possibile è la conoscenza non superficiale della propria disciplina, e l'amore per la conoscenza. Ma senza prerequisiti o condizioni adatte, non è facile esercitare.


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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  savita il Mar 21 Nov 2017 - 19:57

Non ho detto che i colpevoli siano i docenti siano i colpevoli : l'istituto è sotto la responsabilità del Preside . Certo, anche i docenti,attraverso li loro organi rappresentativi, dovrebbero prendere posizione a favore del rispetto della legge . Ho parlato anche istituzioni ( quindi prefetto, provveditore, ministro ), e dei genitori di alunni minorenni . Preside, provveditore, prefetto, ministro, genitori, sono i principali responsabili di ciò che potrebbe accadere a un minore in quelle condizioni . Ma il quadro di insieme, con i soliti inviti melensi ed ipocriti dei rappresentanti delle istituzioni, è davvero desolante.
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Messaggio  savita il Mar 21 Nov 2017 - 20:03

flea ha scritto:

Gus, tutti i lavori dovrebbero venire da una "vocazione", ammesso che si sappia esattamente cosa sia, perché ci sono pareri discordanti, e non per portare a casa uno stipendio.
Trovo singolare che questo fatto della "vocazione" si tiri fuori solo per l'insegnamento, come se il fatto di avere una vocazione - mettiamo il medico o la suora - voglia dire, o implichi, essere disposti a tutto, sopportare tutto, o peggio, sostituire come tu stesso implicitamente dici, tutte le carenze sociali economiche assistenziali a colpi di "vocazione".
Secondo me la migliore vocazione, o meglio, talento possibile è la conoscenza non superficiale della propria disciplina, e l'amore per la conoscenza. Ma senza prerequisiti o condizioni adatte, non è facile esercitare.



Hai ragione, ma poichè la maggioranza delle persone e  quindi di chi lavora o di chi ha le responsabilità dell'essere genitore è mediamente  ben lontano dall'ideale ( e magari non per causa sua ma qui si aprono altre analisi ), allora  anche per istituzioni,presidi, docenti e genitori c'è comunque una priorità a cui nessuno, ciascuno  anche mediocre,  deve sottrarsi : ed è la legalità, come requisito di base.  Se  chi ha il compito di vigilare   cede su questo, non c'è più speranza .
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  gus il Mar 21 Nov 2017 - 21:47

flea ha scritto:
gus ha scritto:

savita ha scritto:


gus ha scritto:Povera Scuola!
C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
per tanti evocante fatica
nel conquistare Istruzione.

È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
dolcezze coi lazzaroni
per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.

Oggi è ridotta allo sfascio
colmata di belle parole
vittima di demagogie
colpevoli di tutti e nessuno.





In questo caso, niente affatto "colpevoli tutti  e nessuno ".
In caso di minori, ci sono leggi ben precise a cui  qui non hanno ottemperato nè genitori né  istituzioni . Quando la scuola media superiore di mia   figlia è stata occupata ( non ricordo se lei avesse 14 o 15 anni ), l' avevamo tenuta a casa, e così  abbiamo  fatto solo il minimo del  nostro dovere di genitori  , ma non  di cittadini .Cioè,  visto che  il preside  se ne guardava bene  , avremmo dovuto fare anche un esposto o una denuncia  , ma per il quieto vivere di mia figlia non l'avevamo fatto.



Io vengo da una famiglia di insegnanti. Padre, madre, sorella e soprattutto mia moglie. Più che un lavoro dovrebbe essere una vocazione e non uno sbocco professionale, tanto per portare a casa uno stipendio. Bisogna ammetterlo che molti insegnanti non hanno le qualità per farlo. Ma non mi va l'accanimento verso gli insegnanti. Intanto molti studenti sono indisciplinati e i genitori scioccamente si schierano dalla parte dei figli. Si pretende una scuola perfetta in uno stato afflitto da zoppia a tutti i livelli.


Gus, tutti i lavori dovrebbero venire da una "vocazione", ammesso che si sappia esattamente cosa sia, perché ci sono pareri discordanti, e non per portare a casa uno stipendio.
Trovo singolare che questo fatto della "vocazione" si tiri fuori solo per l'insegnamento, come se il fatto di avere una vocazione - mettiamo il medico o la suora - voglia dire, o implichi, essere disposti a tutto, sopportare tutto, o peggio, sostituire come tu stesso implicitamente dici, tutte le carenze sociali economiche assistenziali a colpi di "vocazione".
Secondo me la migliore vocazione, o meglio, talento possibile è la conoscenza non superficiale della propria disciplina, e l'amore per la conoscenza. Ma senza prerequisiti o condizioni adatte, non è facile esercitare.


Vocazione: preparazione e amore per il lavoro scelto.
per fare l'impiegato al Catasto o alle Poste non serve l'amore per il lavoro trovato.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Mar 21 Nov 2017 - 22:14

La vocazione all'insegnamento è una bufala, soprattutto in uno Stato pieno di disoccupati. L'insegnamento sarà una vocazione per un insegnante su 50. Gli altri 49 lo considerano un ripiego. La vocazione, caro Gus, è solo una mistificazione per indurre gli insegnanti ad accontentarsi dell'elemosina che passa loro lo Stato. Quella dell'insegnante non è una vocazione, è una professione, e come tale va trattata. L'insegnante non è un sacerdote. E' un professionista che esercita un ruolo. Certo, se gli dai uno stipendio da fame e gli dici che deve accudire i ragazzi perchè babbut e mammut non sanno dove piazzarli durante il giorno, è chiaro che le famiglie vedranno l'insegnante come un baby sitter. Oggi, Gus, il 90% dei genitori non va più a parlare con l'insegnante. Parlare con l'insegnante è una mortificazione. E' come interloquire con un domestico. Parlano direttamente col preside. E nessun preside sbatte loro la porta in faccia dicendo: "Il vostro interlocutore non sono io, è il docente". Per questo l'insegnante viene umiliato un giorno sì e l'altro pure, Vocazione un cazzo, caro Gus.
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Messaggio  gus il Mar 21 Nov 2017 - 22:24

sandrocchio ha scritto:La vocazione all'insegnamento è una bufala, soprattutto in uno Stato pieno di disoccupati. L'insegnamento sarà una vocazione per un insegnante su 50. Gli altri 49 lo considerano un ripiego. La vocazione, caro Gus, è solo una mistificazione per indurre gli insegnanti ad accontentarsi dell'elemosina che passa loro lo Stato. Quella dell'insegnante non è una vocazione, è una professione, e come tale va trattata. L'insegnante non è un sacerdote. E' un professionista che esercita un ruolo. Certo, se gli dai uno stipendio da fame e gli dici che deve accudire i ragazzi perchè babbut e mammut non sanno dove piazzarli durante il giorno, è chiaro che le famiglie vedranno l'insegnante come un baby sitter. Oggi, Gus, il 90% dei genitori non va più a parlare con l'insegnante. Parlare con l'insegnante è una mortificazione. E' come interloquire con un domestico. Parlano direttamente col preside. E nessun preside sbatte loro la porta in faccia dicendo: "Il vostro interlocutore non sono io, è il docente". Per questo l'insegnante viene umiliato un giorno sì e l'altro pure, Vocazione un cazzo, caro Gus.


Se l'insegnante crede che sedersi sulla cattedra sia come timbrare un bollettino di c/c postale, massimo una settimana e la scolaresca l'ha già divorato. Ho già detto che vengo da un ambiente di maestri e professori, sono andato a scuola fino alla laurea e so bene come funzionano le cose.
Mi è capitato di vedere che a una supplente di ragioneria palpavano i seni.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Mar 21 Nov 2017 - 22:28

Tu sei rimasto ai tempi di tua moglei e dei tuoi genitori, caro Gus. In teoria l'autonomia scolastica avrebbe dovuto mettere le scuole in competizione fra loro. Una competizione giocata sul prestigio del corpo docente, sui servizi e le infrastrutture fornite agli studenti, sul rigore con cui gli studente vengono preparati. Ma siamo in Italia, caro Gus, e l'autonomia scolastica ha dato un enorme potere di ricatto nelle mani delle famiglie, che sono diventate le autentiche padrone della scuola. I presidi sono al loro servizio e i docenti sono schiacciati da queste due forze, che prima li hanno demotivati, per poi massacrarli. I docenti sono diventati imperturbabili, per non dire abulici. Ormai se ne fregano, perchè devono sopravvivere pure loro. E tu, in questo quadro desolante, vieni a parlare di vocazione? Una volta avevi l'autorità per imporre la disciplina in classe. Oggi, se richiami un alunno Bes o DSA perchè rompe i coglioni, sai cosa ti risponde, guardandoti fisso negli occhi? "Il mio psicologo mi ha detto che non posso fare a meno di parlare. Il mio è un problema psicologico". Come dire: "Appartengo a una razza protetta. Prova a punirmi e vedi che ti succede".Se tu fossi il docente, ti verrebbe voglia di rifilargli un calcio nel culo. Ti salva l'imperturbabilità. Altro che vocazione.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Mar 21 Nov 2017 - 22:30

Gus, tu sai come funzionaVAno le cose. Come funzionano, non lo sai. E chi insegna oggi, se ne rende conto che non lo sai. Lascia perdere ...
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Messaggio  sandrocchio il Mar 21 Nov 2017 - 22:35

Prova a dare 4 a un DSA perchè non sa un cazzo. Il giorno dopo vieni chiamato in presidenza. E se il preside è carogna, ti chiama alla presenza dei genitori, che pretendono di sapere se e in che modo tu abbia cercato di agevolare il figlio, essendo DSA. E se non lo dimostri, puoi finire a spiegarlo in Provveditorato, o come cavolo si chiama oggi (cambia nome ogni sei mesi). Ai tempi dei tuoi genitori e di tua moglie, se uno non conosceva l'italiano o la matematica, il docente gli rifilava un 4. Oggi si parla di dislessia, discalculia ... Devi saperne più tu di un medico. Tu non sai nulla, Gus, sei rimasto a trent'anni fa.
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Messaggio  gus il Mar 21 Nov 2017 - 22:44

sandrocchio ha scritto:Tu sei rimasto ai tempi di tua moglei e dei tuoi genitori, caro Gus. In teoria l'autonomia scolastica avrebbe dovuto mettere le scuole in competizione fra loro. Una competizione giocata sul prestigio del corpo docente, sui servizi e le infrastrutture fornite agli studenti, sul rigore con cui gli studente vengono preparati. Ma siamo in Italia, caro Gus, e l'autonomia scolastica ha dato un enorme potere di ricatto nelle mani delle famiglie, che sono diventate le autentiche padrone della scuola. I presidi sono al loro servizio e i docenti sono schiacciati da queste due forze, che prima li hanno demotivati, per poi massacrarli. I docenti sono diventati imperturbabili, per non dire abulici. Ormai se ne fregano, perchè devono sopravvivere pure loro. E tu, in questo quadro desolante, vieni a parlare di vocazione? Una volta avevi l'autorità per imporre la disciplina in classe. Oggi, se richiami un alunno Bes o DSA perchè rompe i coglioni, sai cosa ti risponde, guardandoti fisso negli occhi? "Il mio psicologo mi ha detto che non posso fare a meno di parlare. Il mio è un problema psicologico". Come dire: "Appartengo a una razza protetta. Prova a punirmi e vedi che ti succede".Se tu fossi il docente, ti verrebbe voglia di rifilargli un calcio nel culo. Ti salva l'imperturbabilità. Altro che vocazione.


Mia moglie insegnava ragioneria all'Istituto Tecnico Tito Acerbo di Pescara. Ha vinto un concorso a cattedra nazionale e non come tanti con le sanatorie degli incarichi annuali. Agli studenti li chiamava "figlioli" e quando è andata in pensione i ragazzi le hanno regalato una targa con la scritta: alla nostra mamma. Ha litigato con colleghi e Presidi in difesa della sua autonomia. Molte notti vedevo che correggeva i compiti in classe. Sempre con il sorriso sulla bocca, amata e rispettata. Amava quel tipo di lavoro dove poteva esternare la sua personalità.
Io a uno studente scostumato lo prenderei a cazzotti in faccia.
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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Mar 21 Nov 2017 - 23:05

Non lo metto in dubbio. Insegnava in una scuola diversa. Nella scuola di oggi, il paternalismo - e anche la sua versione femminile - non sono più ammessi. Ti ammiro per la fedeltà ai ricordi, ma sono ricordi. Oggi le cose vanno in modo diverso. Tu lo studente lo devi trattare alla pari, perchè i suoi rappresentanti partecipano a pieno titolo anche al Consiglio di classe. C'è anche chi accetta di farsi chiamare "figliolo", ma è un numero esiguo. La trasformazione avviene fra i 15 e i 16 anni. In prima li puoi ancora trattare in modo paternalistico. In seconda già le cose sono diverse. In terza te lo puoi scordare. In quarta sono adulti, e da tali vogliono essere trattati. Su questo non hanno del tutto torto.
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Messaggio  flea il Gio 23 Nov 2017 - 18:54

sandrocchio ha scritto:Prova a dare 4 a un DSA  perchè non sa un cazzo. Il giorno dopo vieni chiamato in presidenza. E se il preside è carogna, ti chiama alla presenza dei genitori, che pretendono di sapere se e in che modo tu abbia cercato di agevolare il figlio, essendo DSA. E se non lo dimostri, puoi finire a spiegarlo in Provveditorato, o come cavolo si chiama oggi (cambia nome ogni sei mesi). Ai tempi dei tuoi genitori e di tua moglie, se uno non conosceva l'italiano o la matematica, il docente gli rifilava un 4. Oggi si parla di dislessia, discalculia ... Devi saperne più tu di un medico. Tu non sai nulla, Gus, sei rimasto a trent'anni fa.

Su questo non sono tanto d'accordo, non tanto perché non ci possa essere il caso o i casi singoli,ma perché, per quello che ho visto molti genitori sono invece restii a riconoscere difficoltà nel figlio e vivono come umiliazione sostegno o altre "etichette" umilianti.
Sinceramente Sandrocchio, credo che il problema esista e che sia in aumento, anche se alcuni casi potrebbe essere solo malapprendimento o l'applicazione insensata di nuove tecniche didattiche, alla moda, senza che nessuno si sia dato la pena di rilevare le percentuali di successo o apprendimento significativo che l'applicazione comporterebbe -.
Credo che questi casi siano in aumento.
Oggi è uscito questo articolo, "Domani, tutti cretini?", da un documentario francese, in sintesi:

Da qualche anno a questa parte gli scienziati registrano un abbassamento costante e progressivo del quoziente intellettivo dei giovani, ciò in diversi paesi e a diverse latitudini. A ciò si associa l’incremento inquietante dei casi di disturbi del comportamento, iperattività e autismo, di cui oggi negli Stati Uniti è affetto un bambino su 68.
Sul banco degli imputati gli interferenti endocrini, mix di sostanze chimiche che incidono sulla nostra tiroide, essenziale per uno sviluppo corretto del feto, durante la gravidanza. Eppure sembra impossibile potersene sbarazzare, queste sostanze sono praticamente ovunque: dai pesticidi ai cosmetici, passando per le mousse dei divani e i prodotti di plastica. E’ stato riscontrato che negli Stati Uniti ogni bambino nasce con almeno cento sostanze chimiche diverse nel proprio sangue.

Nel documentario, testimonianze di ricercatori, biologi specialisti della tiroide e biochimici illustrano quanto grave sia l’impatto che queste sostanze stanno avendo sulla nostra salute e sul quoziente intellettivo delle future generazioni, e i costi economici che questo calo dell’intelligenza collettivo comporterà per la nostra società.
In tutto ciò il legislatore non interviene, sotto la pressione delle lobby, che non hanno intenzione di perdere neanche un centesimo e tempestano il consumatore di marketing aggressivo per difendere con le unghie e con i denti i loro interessi.


Quello che io contesto è il nascondere la testa sotto la sabbia, ricorrendo puntualmente ai fichi secchi - strumenti dispensativi e compensativi - cioè, nulla, o alla pedagogia di impronta, come dire, antiscientifica, "inclusiva", e per cui si tratta solo di "autostima", cattiveria degli adulti, del mondo, è un segno di stoltezza ed ideologia.
Non per nulla Don Milani è in gran rispolvero, è di massima utilità.
Gli iperattivi che urlano, disturbano, e stordiscono classi intere esistono, e pensare di "curarli" con il discorsetto, la comprensione, l'ammore, l'inclusione, in sintesi, non fare nulla, e lasciare che altri bambini siano privati della possibilità di un ambiente sereno di apprendimento, è da pazzi, (oltre che una fonte di stress che accorcia la vita.)
Tipicamente, e questo forse l'ho già scritto, Repubblica pubblicò una lettera dei bambini di una classe dove essi stessi (?) dichiaravano che a loro non importava, non dava fastidio che il loro compagno disabile urlasse, mentre invece dava fastidio a quei nazisti dei professori.
Encomiabile empatia e comprensione umana, ma l'apprendimento? E poi però titoloni sui ritardi della scuola italiana, le competizioni a base di Invalsi, etc. etc. La risposta? Niente paura, adesso con le competenze (versione dirigenziale di cosa è una competenza: "E che se uno non sa scrivere ma sa fare i film col, telefonino, bisogna valorizzare quello), tecnologie magiche, filpped classroom, etc. si risolve tutto.




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Re: E adesso, anche il Liceo Classico di Roma

Messaggio  sandrocchio il Ven 24 Nov 2017 - 8:23

La situazione secondo me è in evoluzione. I genitori si stanno liberando di quella sorta di "vergogna", nel senso che non la considerano più tale, anche perchè i DSA sono in sensibile aumento. La cosiddetta "vergogna" esisteva quando c'erano casi sporadici. Ora che non lo sono più, i genitori vivono il riconoscimento di disabilità del figlio in modo estremamente naturale, e pretendono che il figlio sia agevolato. E non parlano col docente. Vanno direttamente dal preside. Esigono tutela. Lo studente, proprio perchè non ci troviamo più di fronte a casi sporadici, usa il riconoscimento di disabilità come arma di ricatto, tesa a facilitargli ulteriormente la vita. "Sono un DSA? Nessuno mi può toccare". E i privilegi è il primo a chiederli, a gran voce, davanti ai compagni. Le cose cambiano con una velocità impressionante, cara Flea.
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Messaggio  savita il Ven 24 Nov 2017 - 10:46

Ma se un bambino o ragazzo ha una di queste "disabilità "   , ad esempio  nell'ambito del  DSA, come iperattività con deficit di attenzione ,  certificate dalle unità di neuropsichiatria infantile  ,  ha il diritto all'insegnante di sostegno . La trafila è un po' lunga , conviene cominciare prima dell' inizio della scuola dell' obbligo . La disabilità si nota già in età prescolare .

Quanto all'incremento dei casi, conviene anche notare che fino a qualche tempo fa certe disabilità non venivano diagnosticate , ad esempio la dislessia.
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Messaggio  flea il Ven 24 Nov 2017 - 13:18

savita ha scritto:Ma se un bambino o ragazzo ha una di queste "disabilità "   , ad esempio  nell'ambito del  DSA, come iperattività con deficit di attenzione ,   certificate dalle unità di neuropsichiatria infantile  ,  ha il diritto all'insegnante di sostegno . La trafila è un po' lunga , conviene cominciare prima dell' inizio della scuola dell' obbligo . La disabilità si nota già in età prescolare .

Quanto all'incremento dei casi, conviene anche notare che fino a qualche tempo fa certe disabilità non venivano  diagnosticate , ad esempio la dislessia.  

In teoria, e in sintesi:
L’attuale legislazione in materia di handicap (L.104/92) prevede l’assegnazione di un insegnante di sostegno alla classe solo nel caso in cui uno degli alunni venga segnalato e successivamente “certificato”. Non tutti i bambini che ricevono una diagnosi vengono poi necessariamente certificati: la famiglia o gli specialisti territoriali possono anche non ritenerlo necessario. In questi casi il bambino non beneficia di un insegnante di sostegno, né di alcun’altra forma di aiuto e di intervento se non quelli che la scuola riesce ad organizzare autonomamente, secondo progetti personalizzati che potranno avvalersi delle risorse ordinarie ed, eventualmente, di assistenti educativi comunali.

Nella pratica:
Solo quando il quadro si presenta - a discrezione degli specialisti - grave, si assegnano ore di sostegno - anche la bellezza di 5, o 4 e mezzo alla settimana.
Nella maggior parte dei casi non si assegna, e si sciorina invece un protocollo, il solito, degli interventi da parte degli insegnanti curricolari - che per applicarli dovrebbero clonarsi in quattro, considerati anche i vari bes, dsa, etc.
Senza contare che esiste la discrezionalità dei genitori che possono rifiutarsi di riconoscere il problema, e senza il coinvolgimento dei genitori ben poco si può fare.

Inoltre,

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