La scuola per mai(gistra)tresses

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La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Sab 9 Dic 2017 - 18:28

Ma poi siamo tutti qui che tremiamo per l'avvento del fascismo prossimo venturo. (brr)
A parte che mi era ignoto che un magistrato e consigliere di Stato potesse farsi le sue scuole private e gestirsele a piacimento. E se non fosse stato per la denuncia del padre di una ragazza (ex-amante), la cosa sarebbe continuata così, per quanto?

Clausola del fidanzato, divieto di matrimonio e obbligo di minigonne – “fino a un terzo della distanza dall’anca al ginocchio per le occasioni mondane” – scelta meticolosa delle calze e della marcatura del trucco. Una totale sottomissione al docente. Più che studi di formazione al concorso in magistratura, quelli della società Diritto e Scienza erano “addestramenti”, termine che rivendica il direttore scientifico Francesco Bellomo, quarantenne di Bari, ex magistrato ordinario, ora consigliere di Stato.
(...)
Palazzo Spada ha aperto un’istruttoria dopo l’esposto del padre di un’allieva. Ha ascoltato la figlia, in passato legata al consigliere, e un’altra ragazza. Ha esaminato gli articoli della rivista di Diritto e Scienza e le fonti – anche dei carabinieri – che hanno contribuito a ricostruire la delicata vicenda. Poi ha elaborato un documento finale – che il Fatto ha visionato – in un cui riassume i quattro addebiti disciplinari che “violano il prestigio della magistratura”. Il primo riguarda i rapporti – anche personali – fra il docente e le allieve e le imposizioni ineludibili per non perdere la borsa di studio: “Risulta che era il consigliere Bellomo a sottoporre a colloquio gli aspiranti a tale borsa di studio e a selezionarli. L’accesso alle borse di studio comportava per i borsisti la sottoscrizione di un vero e proprio contratto. Il contratto prevede numerosi impegni dei borsisti nell’interesse della società, tra cui la scrittura di articoli per la rivista Diritto e Scienza, la partecipazione a studi e convegni, la promozione dell’immagine della società. (…) È emerso che conteneva una clausola limitativa relativa a matrimonio e fidanzamento: decadenza in caso di matrimonio; fidanzamento consentito solo se il/la fidanzato/a risultasse avere un quoziente intellettuale pari o superiore a un certo standard; competeva al consigliere stabilire se i fidanzati o fidanzate dei o delle borsiste superassero il quoziente minimo necessario per essere fidanzati e/o ammessi/e (ciò appare particolarmente significativo). È stato poi dichiarato che, allegato a tale contratto, vi fosse un documento contenente il cosiddetto dress code, che prevede diversi tipi di abbigliamento dei borsisti a seconda delle occasioni. Per l’abbigliamento femminile si fa anche menzione alla diversa lunghezza della gonna, del tipo di calze e del tipo di trucco”.

La “qualità” del fidanzato/a influiva sul percorso di formazione dei borsisti: “Dalla rivista giuridica della società si desumono le modalità e gli strumenti valutativi per attribuire il punteggio che consente di beneficiare delle borse di studio di fascia A e di fascia B. Per quanto riguarda il genere femminile, i criteri di scelta si riassumono in potere/successo; intelligenza; capacità di amare; bellezza; personalità. Per quanto riguarda, invece, i criteri di scelta del genere maschile: bellezza; femminilità; attitudine materna; intelligenza; eleganza”.

E dopo la promozione o la bocciatura cosa succedeva? Una borsista, rivela una ragazza, aveva deciso di lasciare il fidanzato perché ambiva alla fascia A e Bellomo le aveva proposto di “sottoscrivere un contratto con il quale si impegnava a corrispondergli 100 mila euro se non avesse tenuto fede a questa decisione”. Il borsista era costretto a un vincolo di riservatezza assoluto, l’unico referente era Bellomo. E dunque il direttore scientifico poteva “esporre in pubblico la vita personale della borsista inadempiente”, durante le lezioni e negli articoli.

È accaduto a un’ex allieva e fidanzata di Bellomo. Il relatore Sergio Zeuli “cita alcuni argomenti della vita della donna riportati nelle riviste, gli incontri con il suo fidanzato, i luoghi dove avvenivano questi incontri, anche di natura sessuale, le descrizioni degli incontri e tutta una serie di particolari intimi, sui quali per decenza evita di intrattenersi”.

Per Palazzo Spada, Bellomo è colpevole pure di aver gestito la società Diritto e Scienza come un amministratore, ben oltre l’incarico di insegnamento, autorizzato dal Consiglio di Stato dal 2009 al 2016. E non solo. Ha tentato di sfruttare la sua posizione di magistrato per ottenere l’accompagnamento coattivo dai carabinieri dell’ex allieva e fidanzata per una “conciliazione” in caserma.

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Sab 9 Dic 2017 - 18:31

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Vedere Milano 16/17 Luglio 2015
Il magistrato con le signorine.


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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Sab 9 Dic 2017 - 18:34



ROVIGO C’è anche un magistrato di Rovigo, Davide Nalin originario di Padova, coinvolto nel caso della scuola privata di formazione per magistrati “Diritto e Scienza”, diretta dal consigliere di Stato Francesco Bellomo. Secondo l’accusa rivolta da una delle allieve della scuola, Bellomo avrebbe obbligato i borsisti a rispettare un dress code, che per le donne imponeva minigonne, tacchi a spillo e trucco marcato, e a firmare un contratto con clausole per vietare il matrimonio e valutare i fidanzati in base a un algoritmo. Se i compagni, in base a diverse voci che andavano dall’intelligenza al potere o alla ricchezza, non raggiungevano un certo punteggio, gli allievi erano invitati a troncare il rapporto.

Secondo l’accusa, il pm Nalin avrebbe fatto da assistente a Bellomo, intervenendo per sanare dissidi tra le ragazze e Bellomo e procurando per lui foto delle donne nude. Per queste accuse, il sostituto procuratore sarebbe finito sotto azione disciplinare al Consiglio superiore della magistratura con la richiesta di sospensione cautelare delle funzioni e dello stipendio.

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Sab 9 Dic 2017 - 18:37

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Ecco il compare

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Sab 9 Dic 2017 - 18:43

Ma sopratutto: quante ragazze/i usciti da questa prestigiosa scuola di formazione - avendo evidentemente dato prova di quelle capacità indispensabili per l'esercizio della professione quali l'avere rapporti personali con il professore, o avere il fidanzato/a ricco/a, bello/a, dotato/a di senso materno, di successo etc.- hanno poi superato il concorso e sono poi diventati magistrati?

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  sandrocchio il Sab 9 Dic 2017 - 23:05

Sai cosa mi ricorda questo episodio? Il procedimento penale nei confronti di Oscar Wilde. Anche in quel caso, si mosse il padre del suo amante. Finì molto male, come ben saprai.
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  sandrocchio il Sab 9 Dic 2017 - 23:12

Questa ragazza non solo accetta tutto, ma diventa l'amante di colui che impone le regole. A un certo punto interviene il padre che denuncia l'amante della figlia. Io ci andrei cauto ...
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Dom 10 Dic 2017 - 12:57

sandrocchio ha scritto:Sai cosa mi ricorda questo episodio? Il procedimento penale nei confronti di Oscar Wilde. Anche in quel caso, si mosse il padre del suo amante. Finì molto male, come ben saprai.

Con la differenza che Wilde non era un magistrato e membro della classe dirigente, ma un artista che aveva intrecciato una sua relazione, in un periodo in cui questo tipo di relazioni non era lecito. Era una relazione privata, non docente-discente.
Inoltre Wilde non aveva fatto sottoscrivere contratti di nessun genere per accedere ad un suo corso per arrivare a sostenere un concorso per importanti cariche statali, contratto che implica, non, che so, una condotta integerrima, ma un dominio di tipo sessuale sulla vita privata degli aspiranti, con richieste di abbigliamento che con la dignità della magistratura non c'entrano nulla, ma sembrano una caricatura di selezione per olgettine.
Quindi se la seconda domanda è: come possono dei giovani e delle giovani di oggi sottostare, o pensare di sottostare ai capricci privati e di impronta erotica (la scelta del fidanzato, l'invito a rompere), o caricaturali di una certa mentalità americana-aziendalista in salsa mediterranea (il partner acconcio, lo status dello stesso, l'eleganza,la bellezza, il senso materno, la capacità di amare ???? affraid ), per una scuola di avviamento alla magistratura, la gestione del diritto e dei diritti, senza protestare/avvisare/denunciare? (risposta: il sistema e l'abitudine a calare la testa ?).
La prima domanda però è: come può un magistrato impostare un corso in questo modo, e cioè con le sue ossessioni personali ed arbitrarie in bella vista, un consigliere di stato, e sperare - sapere? - di farla franca?
Fare una cosa così idiota, avvilente, mortificante, denigrante, e mettersi in posa con le scosciate e sorridere, evidentemente contando, su cosa, sul fatto che in Italia, basta avere appoggi e potere (ma come è diventato questo consigliere di stato?), e puoi fare qualunque cosa?
Contando sul fatto che ci sono sempre armi di distrazione di massa (l'ultima è la "marea nera"), che in Italia possono avvenire alla luce del sole cose incredibili, perché, non solo le nostre élites sono sempre affaccendate in tutt'altro, scimmiottando come possono, i manualetti del politicamente corretto,ma sono spesso le élites stesse a fare cose incredibili e farla franca?
Perché qui non si sta parlando di un vizietto privato, si sta parlando di un corso per futuri magistrati gestito da un magistrato.

Ma sono solo io che lo trovo incredibile, quasi da non credere ?


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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Dom 10 Dic 2017 - 13:03

sandrocchio ha scritto:Questa ragazza non solo accetta tutto, ma diventa l'amante di colui che impone le regole. A un certo punto interviene il padre che denuncia l'amante della figlia. Io ci andrei cauto ...

Perciò, indipendentemente dal fatto che ci sia stata o meno denuncia, o di chi l'abbia fatta e perché, ti sembra normale, che tra le regole scritte e da sottoscrivere di questo corso, ci sia, non solo un dress code, che per le femmine implica lunghezza minigonna (almeno di), e trucco pesante, e tipo di calze, ma anche il vaglio del ""padrone" rispetto al fidanzato, il divieto di matrimonio, e sempre il vaglio insindacabile del padrone rispetto alle relazioni personali,e se non si fa come dice lui, sputtanamento a mezzo stampa, e tutte ste belle cose? (è chiaro che il fine ultimo era scoparsi lo scopabile senza avere fidanzati gelosi tra i piedi, è fin troppo trasparente: così si ottenevano le borse di studio).
Dove siamo in un casino dell'Arabia Saudita?

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  savita il Dom 10 Dic 2017 - 13:47

Io ho capito ben poco . Mi mancano cioè  dei  passaggi  : questo organizzatore-manager-padrone dei corsi, ex magistrato e consigliere di Stato
1)  aveva poi il potere di fare assumere direttamente queste ragazze in qualche ruolo statale? E se sì, quali erano i suoi complici in quelle sedi ?
2 ) oppure era riuscito   a fare  accreditare la votazione conseguita nel suo  master come   titolo che avesse valore in qualche concorso per magistrati o per altro  , pur senza garantire la vittoria ?
3 ) oppure era "solo " un  truffatore che illudeva e plagiava  le ragazze  come in un  nuovo caso Verdiglione ?
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Dom 10 Dic 2017 - 15:27

savita ha scritto:Io ho capito ben poco . Mi mancano cioè  dei  passaggi  : questo organizzatore-manager-padrone dei corsi, ex magistrato e consigliere di Stato
1)  aveva poi il potere di fare assumere direttamente  queste ragazze in qualche ruolo statale? E se sì, quali erano i suoi complici in quelle sedi ?
2 ) oppure era riuscito   a fare  accreditare la votazione conseguita nel suo  master come   titolo che avesse valore in qualche concorso per magistrati o per altro  , pur senza garantire la vittoria ?
3 ) oppure era "solo " un  truffatore che illudeva e plagiava  le ragazze  come in un  nuovo caso Verdiglione ?

Non so se potesse fare assumere direttamente ragazze in ruoli statali, nel sito si propaganda la riuscita "scientifica" dei borsisti per alcuni concorsi.
Può anche essere che essendo così giovane ed arrivato così in alto avesse agganci importanti. (ecco perché una vicenda che sembra inventata non sta suscitando lo scandalo che meriterebbe, o i commenti che ci si aspetterebbe a livello di magistrati o istituzionali, chissà di quante cose è la punta dell'iceberg: ma in ogni caso: dove sono stati gli organi preposti al controllo se ce ne sono stati?).


Così si presenta nel sito:
La società Diritto e Scienza si articola in tre settori:
Didattica: ha per oggetto l’organizzazione di corsi a numero chiuso e in forma privata, specificamente mirati al superamento dei concorsi di accesso alle magistrature e dell’esame di Stato per avvocato. I corsi si tengono nelle sedi di Bari, Roma, Milano ed on-line, e sono accreditati per la formazione forense.
Ricerca scientifica: ha per oggetto l’applicazione di nuovi metodi di analisi degli ordinamenti normativi e l’elaborazione di modelli di ricostruzione degli istituti e dei sistemi giuridici su base logico-matematica. I risultati della ricerca sono utilizzati nella didattica e, successivamente, comunicati attraverso la rivista periodica Diritto e Scienza e la pubblicazione di opere complesse. Nell’ambito di tale attività sono predisposte borse di studio.
Divulgazione: ha per oggetto l’organizzazione di convegni aperti al pubblico, diretti a promuovere la diffusione della conoscenza in diritto sostanziale e processuale, con approccio interdisciplinare esteso alle scienze matematiche, fisiche e naturali. I convegni sono accreditati per la formazione forense.
Nello svolgimento delle sue attività la società si avvale di un Comitato Scientifico coordinato da Francesco Bellomo, direttore della Scuola, nonché dei collaboratori indicati nelle altre pagine del presente sito.

Ho letto qualcuno che giustamente rileva come dal momento che esistono le scuole di formazione/specializzazione universitarie, dal 1997, quelle private dovrebbero scomparire, ma si sa, il business e ognuno si coltivi il campicello suo: chi si prende lo sfizio ideologico di invitare due ex-brigatisti a dare lezione alla scuola superiore di magistratura e in cambio fa spallucce o si volta dall'altra parte se un caso psichiatrico, arrivato chissà come a quella posizione, apre sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, una specie di setta, dove lui impersona il farneticante santone arrapato.

Ecco alcune perle che aggiungono colore:
1) Il codice di condotta di Bellomo è stringente: “Il borsista è vincolato alla fedeltà nei confronti del direttore”; “La scelta del partner (del borsista, ndr), applicando i dettami della teoria della selezione naturale, deve cadere sul soggetto che presenta le caratteristiche più vantaggiose. La preferenza deve essere dunque accordata al soggetto più dotato geneticamente”. E ancora: “La negazione dei criteri scientifici porta come inevitabile conseguenza che l’operatore orienti le proprie scelte verso il modello rispettivamente del fidanzato sfigato e della donna oggetto”.
2) Una delle studentesse racconta: “C’era anche una clausola riguardante la scelta del fidanzato. Le borsiste avrebbero dovuto assegnare un punteggio algoritmico al loro fidanzato e confrontarlo con il punteggio assegnato da Bellomo. Se i due punteggi non coincidevano, prevaleva quello assegnato dal consigliere Bellomo”. Anche perché il borsista – sempre secondo il codice – “non potrà mantenere o avviare relazioni intime con soggetti che non raggiungano il punteggio di 80/100 se appartenente alla prima fascia, di 75/100 se appartenente alla seconda fascia. Il borsista decade automaticamente non appena contrae matrimonio”.
3) il borsista deve attenersi al dress code in calce e, comunque, deve curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurarne il più possibile l’armonia, l’eleganza, la superiore trasgressività”. (ovvero, dico io: un po' mignottta-style, ma raffinata).
4) Diritto e scienza è anche una pubblicazione curata dallo stesso magistrato ed è oggetto anche essa dell’incolpazione nei confronti di Bellomo. Ha ospitato contenuti difficilmente ascrivibili alla “scienza” giuridica. In particolare vi sono riportate le vicende personali di una borsista – indicata con nome e cognome – come gli incontri con un suo fidanzato, i luoghi dove avvenivano questi incontri, anche di natura sessuale, le descrizioni e tutta una serie di particolari intimi in evidente violazione della privacy. Sugli accadimenti della vita personale di questa donna si scatena poi una sorta di “caccia all’uomo”, nella quale vari lettori della rivista intervengono per commentare le scelte e i fatti personalissimi della borsista. Alla quale dedica risposte lo stesso Bellomo, scientificamente s’intende: “È vero, lei ha evidenti limiti che l’addestramento non ha risolto, ma dell’immensa quantità di donne che ho avuto, peraltro di elevata qualità media, lei è stata una delle poche, se non l’unica, a non avermi fatto sentire solo. Se perderla è il prezzo che pago per le pubblicazioni, è alto. Mi consolo con l’utilità didattica che hanno avuto. Lo sviluppo palesato dagli allievi, costretti ad applicare categorie scientifiche ad una storia di vita, è stato eccezionale”. (l'immensa quantità di donne che ho avuto...di elevata qualità media...categorie scientifiche ad una storia di vita...)
5) Sempre nel rispetto della scienza giuridica, così Bellomo presenta un numero della sua rivista del 2013: “Il 30 agosto ricevetti una e-mail. ‘Se è vero tutto quello che mi hai detto, noi dobbiamo stare insieme. (…) Dovremmo stare insieme, oggettivamente. I sentimenti possono mutare (…), ma la realtà non cambia. Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio’.‘Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio…’. Per convincermi aveva impiegato la teoria delle ‘convergenze geometriche’, che io stesso avevo elaborato come versione moderna del mito platonico dell’anima gemella...etc. etc. What a Face


Savita, questi erano i magistrati che collaboravano, copioincollo da un lettore del FQ:
secondo quanto indicato dal sito web, a questa "intrapresa" partecipano altri 3 magistrati perlomeno nelle vesti di membri della redazione della rivista Diritto e Scienza (http://www.corsomagistratura.it/redazione_rivista.htm), ossia Davide Nalin (PM a Rovigo), Alessia Iacopini (PM a massa, , che nel suddetto sito evidenzia la sua attività di modella, sic!: "Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Massa. Vincitrice del concorso in magistratura a 26 anni. Modella per l'agenzia Fashion Concept (2014-2016)" e Valentina D’Aprile (Giudice presso il tribunale di Bari).



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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  gus il Dom 10 Dic 2017 - 21:17

flea ha scritto:
savita ha scritto:Io ho capito ben poco . Mi mancano cioè  dei  passaggi  : questo organizzatore-manager-padrone dei corsi, ex magistrato e consigliere di Stato
1)  aveva poi il potere di fare assumere direttamente  queste ragazze in qualche ruolo statale? E se sì, quali erano i suoi complici in quelle sedi ?
2 ) oppure era riuscito   a fare  accreditare la votazione conseguita nel suo  master come   titolo che avesse valore in qualche concorso per magistrati o per altro  , pur senza garantire la vittoria ?
3 ) oppure era "solo " un  truffatore che illudeva e plagiava  le ragazze  come in un  nuovo caso Verdiglione ?


Non so se potesse fare assumere direttamente ragazze in ruoli statali, nel sito si propaganda la riuscita "scientifica" dei borsisti per alcuni concorsi.
Può anche essere che essendo così giovane ed arrivato così in alto avesse agganci importanti. (ecco perché una vicenda che sembra inventata non sta suscitando lo scandalo che meriterebbe, o i commenti che ci si aspetterebbe a livello di magistrati o istituzionali, chissà di quante cose è la punta dell'iceberg: ma in ogni caso: dove sono stati gli organi preposti al controllo se ce ne sono stati?).


Così si presenta nel sito:
La società Diritto e Scienza si articola in tre settori:
Didattica: ha per oggetto l’organizzazione di corsi a numero chiuso e in forma privata, specificamente mirati al superamento dei concorsi di accesso alle magistrature e dell’esame di Stato per avvocato. I corsi si tengono nelle sedi di Bari, Roma, Milano ed on-line, e sono accreditati per la formazione forense.
Ricerca scientifica: ha per oggetto l’applicazione di nuovi metodi di analisi degli ordinamenti normativi e l’elaborazione di modelli di ricostruzione degli istituti e dei sistemi giuridici su base logico-matematica. I risultati della ricerca sono utilizzati nella didattica e, successivamente, comunicati attraverso la rivista periodica Diritto e Scienza e la pubblicazione di opere complesse. Nell’ambito di tale attività sono predisposte borse di studio.
Divulgazione: ha per oggetto l’organizzazione di convegni aperti al pubblico, diretti a promuovere la diffusione della conoscenza in diritto sostanziale e processuale, con approccio interdisciplinare esteso alle scienze matematiche, fisiche e naturali. I convegni sono accreditati per la formazione forense.
Nello svolgimento delle sue attività la società si avvale di un Comitato Scientifico coordinato da Francesco Bellomo, direttore della Scuola, nonché dei collaboratori indicati nelle altre pagine del presente sito.

Ho letto qualcuno che giustamente rileva come dal momento che esistono le scuole di formazione/specializzazione universitarie, dal 1997, quelle private dovrebbero scomparire, ma si sa, il  business e ognuno si coltivi il campicello suo: chi si prende lo sfizio ideologico di invitare due ex-brigatisti a dare lezione alla scuola superiore di magistratura e in cambio fa spallucce o si volta dall'altra parte se un caso psichiatrico, arrivato chissà come a quella posizione, apre sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, una specie di setta, dove lui impersona il farneticante santone arrapato.

Ecco alcune perle che aggiungono colore:
1) Il codice di condotta di Bellomo è stringente: “Il borsista è vincolato alla fedeltà nei confronti del direttore”; “La scelta del partner (del borsista, ndr), applicando i dettami della teoria della selezione naturale, deve cadere sul soggetto che presenta le caratteristiche più vantaggiose. La preferenza deve essere dunque accordata al soggetto più dotato geneticamente”. E ancora: “La negazione dei criteri scientifici porta come inevitabile conseguenza che l’operatore orienti le proprie scelte verso il modello rispettivamente del fidanzato sfigato e della donna oggetto”.
2) Una delle studentesse racconta: “C’era anche una clausola riguardante la scelta del fidanzato. Le borsiste avrebbero dovuto assegnare un punteggio algoritmico al loro fidanzato e confrontarlo con il punteggio assegnato da Bellomo. Se i due punteggi non coincidevano, prevaleva quello assegnato dal consigliere Bellomo”. Anche perché il borsista – sempre secondo il codice – “non potrà mantenere o avviare relazioni intime con soggetti che non raggiungano il punteggio di 80/100 se appartenente alla prima fascia, di 75/100 se appartenente alla seconda fascia. Il borsista decade automaticamente non appena contrae matrimonio”.
3) il borsista deve attenersi al dress code in calce e, comunque, deve curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurarne il più possibile l’armonia, l’eleganza, la superiore trasgressività”. (ovvero, dico io: un po' mignottta-style, ma raffinata).
4) Diritto e scienza è anche una pubblicazione curata dallo stesso magistrato ed è oggetto anche essa dell’incolpazione nei confronti di Bellomo. Ha ospitato contenuti difficilmente ascrivibili alla “scienza” giuridica. In particolare vi sono riportate le vicende personali di una borsista – indicata con nome e cognome – come gli incontri con un suo fidanzato, i luoghi dove avvenivano questi incontri, anche di natura sessuale, le descrizioni e tutta una serie di particolari intimi in evidente violazione della privacy. Sugli accadimenti della vita personale di questa donna si scatena poi una sorta di “caccia all’uomo”, nella quale vari lettori della rivista intervengono per commentare le scelte e i fatti personalissimi della borsista. Alla quale dedica risposte lo stesso Bellomo, scientificamente s’intende: “È vero, lei ha evidenti limiti che l’addestramento non ha risolto, ma dell’immensa quantità di donne che ho avuto, peraltro di elevata qualità media, lei è stata una delle poche, se non l’unica, a non avermi fatto sentire solo. Se perderla è il prezzo che pago per le pubblicazioni, è alto. Mi consolo con l’utilità didattica che hanno avuto. Lo sviluppo palesato dagli allievi, costretti ad applicare categorie scientifiche ad una storia di vita, è stato eccezionale”. (l'immensa quantità di donne che ho avuto...di elevata qualità media...categorie scientifiche ad una storia di vita...)
5) Sempre nel rispetto della scienza giuridica, così Bellomo presenta un numero della sua rivista del 2013: “Il 30 agosto ricevetti una e-mail. ‘Se è vero tutto quello che mi hai detto, noi dobbiamo stare insieme. (…) Dovremmo stare insieme, oggettivamente. I sentimenti possono mutare (…), ma la realtà non cambia. Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio’.‘Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio…’. Per convincermi aveva impiegato la teoria delle ‘convergenze geometriche’, che io stesso avevo elaborato come versione moderna del mito platonico dell’anima gemella...etc. etc.  What a Face


Savita, questi erano i magistrati che collaboravano, copioincollo da un lettore del FQ:
secondo quanto indicato dal sito web, a questa "intrapresa" partecipano altri 3 magistrati perlomeno nelle vesti di membri della redazione della rivista Diritto e Scienza (http://www.corsomagistratura.it/redazione_rivista.htm), ossia Davide Nalin (PM a Rovigo), Alessia Iacopini (PM a massa, , che nel suddetto sito evidenzia la sua attività di modella, sic!: "Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Massa. Vincitrice del concorso in magistratura a 26 anni. Modella per l'agenzia Fashion Concept (2014-2016)" e Valentina D’Aprile (Giudice presso il tribunale di Bari).



Flea, sarai razzista ma sono certo che hai un'identità chiara che si basa sul pudore.
Tu avresti accettato di fare la borsista?
Certamente no e quindi solo l'immoralità di quelle donne ha permesso tale schifo.
Il maschio ha difficoltà a diventare uomo e quindi somiglia sempre di più a una bestia.
Non dimenticare che la magistratura puzza.
Ricordi il Lodo Mondadori?
Ricordi cosa rispose Previti alla Ariosto che chiedeva come si fa a vincere una causa?
No?
Te lo dico io:
"Daije 'na borza piena de sordi!"
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  sandrocchio il Dom 10 Dic 2017 - 22:41

Tutte le allieve sono passate per il letto del docente?
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Mar 19 Dic 2017 - 20:21

gus ha scritto:
flea ha scritto:

savita ha scritto:Io ho capito ben poco . Mi mancano cioè  dei  passaggi  : questo organizzatore-manager-padrone dei corsi, ex magistrato e consigliere di Stato
1)  aveva poi il potere di fare assumere direttamente  queste ragazze in qualche ruolo statale? E se sì, quali erano i suoi complici in quelle sedi ?
2 ) oppure era riuscito   a fare  accreditare la votazione conseguita nel suo  master come   titolo che avesse valore in qualche concorso per magistrati o per altro  , pur senza garantire la vittoria ?
3 ) oppure era "solo " un  truffatore che illudeva e plagiava  le ragazze  come in un  nuovo caso Verdiglione ?



Non so se potesse fare assumere direttamente ragazze in ruoli statali, nel sito si propaganda la riuscita "scientifica" dei borsisti per alcuni concorsi.
Può anche essere che essendo così giovane ed arrivato così in alto avesse agganci importanti. (ecco perché una vicenda che sembra inventata non sta suscitando lo scandalo che meriterebbe, o i commenti che ci si aspetterebbe a livello di magistrati o istituzionali, chissà di quante cose è la punta dell'iceberg: ma in ogni caso: dove sono stati gli organi preposti al controllo se ce ne sono stati?).


Così si presenta nel sito:
La società Diritto e Scienza si articola in tre settori:
Didattica: ha per oggetto l’organizzazione di corsi a numero chiuso e in forma privata, specificamente mirati al superamento dei concorsi di accesso alle magistrature e dell’esame di Stato per avvocato. I corsi si tengono nelle sedi di Bari, Roma, Milano ed on-line, e sono accreditati per la formazione forense.
Ricerca scientifica: ha per oggetto l’applicazione di nuovi metodi di analisi degli ordinamenti normativi e l’elaborazione di modelli di ricostruzione degli istituti e dei sistemi giuridici su base logico-matematica. I risultati della ricerca sono utilizzati nella didattica e, successivamente, comunicati attraverso la rivista periodica Diritto e Scienza e la pubblicazione di opere complesse. Nell’ambito di tale attività sono predisposte borse di studio.
Divulgazione: ha per oggetto l’organizzazione di convegni aperti al pubblico, diretti a promuovere la diffusione della conoscenza in diritto sostanziale e processuale, con approccio interdisciplinare esteso alle scienze matematiche, fisiche e naturali. I convegni sono accreditati per la formazione forense.
Nello svolgimento delle sue attività la società si avvale di un Comitato Scientifico coordinato da Francesco Bellomo, direttore della Scuola, nonché dei collaboratori indicati nelle altre pagine del presente sito.

Ho letto qualcuno che giustamente rileva come dal momento che esistono le scuole di formazione/specializzazione universitarie, dal 1997, quelle private dovrebbero scomparire, ma si sa, il  business e ognuno si coltivi il campicello suo: chi si prende lo sfizio ideologico di invitare due ex-brigatisti a dare lezione alla scuola superiore di magistratura e in cambio fa spallucce o si volta dall'altra parte se un caso psichiatrico, arrivato chissà come a quella posizione, apre sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, una specie di setta, dove lui impersona il farneticante santone arrapato.

Ecco alcune perle che aggiungono colore:
1) Il codice di condotta di Bellomo è stringente: “Il borsista è vincolato alla fedeltà nei confronti del direttore”; “La scelta del partner (del borsista, ndr), applicando i dettami della teoria della selezione naturale, deve cadere sul soggetto che presenta le caratteristiche più vantaggiose. La preferenza deve essere dunque accordata al soggetto più dotato geneticamente”. E ancora: “La negazione dei criteri scientifici porta come inevitabile conseguenza che l’operatore orienti le proprie scelte verso il modello rispettivamente del fidanzato sfigato e della donna oggetto”.
2) Una delle studentesse racconta: “C’era anche una clausola riguardante la scelta del fidanzato. Le borsiste avrebbero dovuto assegnare un punteggio algoritmico al loro fidanzato e confrontarlo con il punteggio assegnato da Bellomo. Se i due punteggi non coincidevano, prevaleva quello assegnato dal consigliere Bellomo”. Anche perché il borsista – sempre secondo il codice – “non potrà mantenere o avviare relazioni intime con soggetti che non raggiungano il punteggio di 80/100 se appartenente alla prima fascia, di 75/100 se appartenente alla seconda fascia. Il borsista decade automaticamente non appena contrae matrimonio”.
3) il borsista deve attenersi al dress code in calce e, comunque, deve curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurarne il più possibile l’armonia, l’eleganza, la superiore trasgressività”. (ovvero, dico io: un po' mignottta-style, ma raffinata).
4) Diritto e scienza è anche una pubblicazione curata dallo stesso magistrato ed è oggetto anche essa dell’incolpazione nei confronti di Bellomo. Ha ospitato contenuti difficilmente ascrivibili alla “scienza” giuridica. In particolare vi sono riportate le vicende personali di una borsista – indicata con nome e cognome – come gli incontri con un suo fidanzato, i luoghi dove avvenivano questi incontri, anche di natura sessuale, le descrizioni e tutta una serie di particolari intimi in evidente violazione della privacy. Sugli accadimenti della vita personale di questa donna si scatena poi una sorta di “caccia all’uomo”, nella quale vari lettori della rivista intervengono per commentare le scelte e i fatti personalissimi della borsista. Alla quale dedica risposte lo stesso Bellomo, scientificamente s’intende: “È vero, lei ha evidenti limiti che l’addestramento non ha risolto, ma dell’immensa quantità di donne che ho avuto, peraltro di elevata qualità media, lei è stata una delle poche, se non l’unica, a non avermi fatto sentire solo. Se perderla è il prezzo che pago per le pubblicazioni, è alto. Mi consolo con l’utilità didattica che hanno avuto. Lo sviluppo palesato dagli allievi, costretti ad applicare categorie scientifiche ad una storia di vita, è stato eccezionale”. (l'immensa quantità di donne che ho avuto...di elevata qualità media...categorie scientifiche ad una storia di vita...)
5) Sempre nel rispetto della scienza giuridica, così Bellomo presenta un numero della sua rivista del 2013: “Il 30 agosto ricevetti una e-mail. ‘Se è vero tutto quello che mi hai detto, noi dobbiamo stare insieme. (…) Dovremmo stare insieme, oggettivamente. I sentimenti possono mutare (…), ma la realtà non cambia. Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio’.‘Seguire la via razionale non è stato uno sbaglio…’. Per convincermi aveva impiegato la teoria delle ‘convergenze geometriche’, che io stesso avevo elaborato come versione moderna del mito platonico dell’anima gemella...etc. etc.  What a Face


Savita, questi erano i magistrati che collaboravano, copioincollo da un lettore del FQ:
secondo quanto indicato dal sito web, a questa "intrapresa" partecipano altri 3 magistrati perlomeno nelle vesti di membri della redazione della rivista Diritto e Scienza (http://www.corsomagistratura.it/redazione_rivista.htm), ossia Davide Nalin (PM a Rovigo), Alessia Iacopini (PM a massa, , che nel suddetto sito evidenzia la sua attività di modella, sic!: "Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Massa. Vincitrice del concorso in magistratura a 26 anni. Modella per l'agenzia Fashion Concept (2014-2016)" e Valentina D’Aprile (Giudice presso il tribunale di Bari).




Flea, sarai razzista ma sono certo che hai un'identità chiara che si basa sul pudore.
Tu avresti accettato di fare la borsista?
Certamente no e quindi solo l'immoralità di quelle donne ha permesso tale schifo.
Il maschio ha difficoltà a diventare uomo e quindi somiglia sempre di più a una bestia.
Non dimenticare che la magistratura puzza.
Ricordi il Lodo Mondadori?
Ricordi cosa rispose Previti alla Ariosto che chiedeva come  si fa a vincere una causa?
No?
Te lo dico io:
"Daije 'na borza piena de sordi!"

1) e nonostante questo mio peccato (che immagino mi sia ascrivibile per averti fatto notare che la "minestra" metaforica che vorresti generosamente dividere, non sia la "tua" minestra, nonostante tu sia presumibilmente un agiato pensionato), la carità cristiana, immagino, ti spinge a "correggermi" chiosare cose assolutamente superflue o che non erano specificatamente in discussione. Come se minimamente io avessi affermato, che so, che è solo l'immoralità dell'uomo ha permesso certe cose,o che la magistratura è un'istituzione senza macchia e senza paura (non solo in questo intervento, ma anche in altri ho apertamente affermato che non è così...). Grazie per essermi venuto in soccorso comunque... Anzi per esserti abbassato...

flea
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Mar 19 Dic 2017 - 21:00

2) Io o la mia identità qui non fanno testo , primo perché il pudore, come la timidezza, che sono parte della mia natura,  sono attitudini naturali o precoci, ma non sono l'identità, o la moralità di una persona,  secondo perché io tendo a non accettare gran parte delle cose/pensieri/modi di pensare che la maggior parte accetta, cosa di cui mi sono resa conto fin troppo presto, e continuo a rendermi conto ora.
Ma se vuoi una mia opinione, non è - o solo - la disinvoltura sessuale a spingere l'uomo - o a scatenare - attitudini predatorie. Conta molto di più la percezione della malleabilità dell'intelligenza della donna.
Puoi mettergli una Venere davanti, ma, nella maggior parte dei casi, se il maschio percepisce forte personalità o forte intelligenza (anche altre cose che si possono vedere nel linguaggio corporeo, tipo la mancanza dell'abitudine ad essere educata come la "principessa di papà"), gli uomini non solo non molestano ma stanno a distanza di sicurezza, evitano, quando non peggio).
Io le uniche molestie le ho subite a 10 anni e 14 da due ragazzini, di cui uno poverino problematico, ma a mo' di esempio di quello che affermo posso raccontare episodi che conosco.
Di come l'uomo cerchi sempre di elevare, anche mediante complicità sessuale, donne che non sono in grado di porre sfide intellettuali o che devono dipendere INTELLETTUALMENTE da loro. Cosa che le pre-femministe dell'800 avevano ben chiaro, ma consapevolezza che si è persa nei marasmi ideologici degli anni 70, che hanno avuto il solo risultato di rendere le donne ancora più "predabili" di prima, più ingenue, più falsamente liberate, quando non piegate alla disumanizzazione dell'etica lavorativa,o del carrierismo,  o eternamente confuse ed infelici.
E questo si può vedere anche nei commenti di alcune delle donne di metoo; una ragazza ammette candidamente di essere stata mediocre nel suo lavoro, e di essere stata puntata e aver ricevuto proposte per salire di grado; è a questo che punta l'uomo che ricatta - o propone: malleabilità, mediocrità.
E si può vedere anche nei commenti sul caso Bellomo, in cui le ragazze parlano di "genio", appaiono ipnotizzate e soggiogate intellettualmente da un mediocre metrosexual narcisissimo; e sopratutto quando lui "elimina" ragazze e le esclude, solo perché, non accettando il suo delirante catalogo, risultano malleabili ed intellettualmente stupide.
Magari le ragazze escluse erano anche più "immorali" o "scostumate", o "troie", come si dice qua, ma non erano comunque delle oche malleabili.
E come si possa essere "oche" - e "ochi" - nonostante una laurea in giurisprudenza, se lo dovrebbero chiedere coloro che hanno ridotto la scuola e l'università a questi livelli.

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Mar 19 Dic 2017 - 21:20

3) Qui descrivi la situazione come derivante dall'immoralità femminile, sopra descrivi le ragazze come frastornate, magari decidersi?
Io penso che queste ragazze e i loro (in)degni compagni di corso (a proposito perché non parliamo anche di quelli) siano semplicemente da una parte delle oche imbecilli (frutto di un ventennale sistema che ha ridotto le figure di autorità dell'insegnamento al rango di vecchie zie - genere sorelle Materassi - e l'Università ad un esamificio spersonalizzante, per cui quando s'imbattono in uno che si gestisce il potere anche indegno che ha con sicurezza, spavalderia, una mistura teorica confusa ma di effetto, un tocco rock, e un minimo di carineria fisica, rimangono soggiogate; dall'altra mostrano la soggezione al potere e la paura di chi questo potere detiene (anche qua leggiamo i discorsi che i ragazzi facevano, la paura di venire tagliati fuori) che non credo si verificasse in questi termini in quella che alcuni chiamano l'Italietta clerico-fascista. Non diamo la colpa a Berlusconi anche del sistema delle caste, divise per ambito di azione ed influenza ideologica.

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  flea il Mar 19 Dic 2017 - 21:40

4) Infine i grandi assenti, i ragazzi - i maschi - di questa scuola.
Al contrario delle femministe io dico "ridateci gli uomini di una volta".
Perché voglio sperare che gli uomini "patriarcali", a un tipo così, alla richiesta di giudicare la fidanzata, gli avrebbero fatto vedere le stelle.
E quattro cose alle loro compagne di corso, sulla loro dignità, sulla contraddizione tra l'ossessiva ricerca di una "carriera" e i modi feudali a cui dovevano - convintamente - aderire per entrare tra gli eletti della casta, forse le avrebbero sapute dire.
Questi qua credo che invece abbiano invidiato alle donne la possibilità di giocarsela con minigonne e trucco.

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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

Messaggio  sandrocchio il Mer 20 Dic 2017 - 0:15

I grandi esclusi non sono i maschi, ma i magistrati che hanno spianato la strada a uno come Bellomo e che lo appoggiano, promuovendo i suoi alunni, e permettendogli così di esercitare il suo presunto fascino. In realtà non è il fascino di Bellomo che seduce le studentesse, ma il fatto che la sua scuola sia una sorta di lasciapassare per il concorso. E' questo che seduce le allieve, che considerano Bellomo, la minigonna ecc. ecc. una tappa obbligata per raggiungere l'obiettivo.
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Re: La scuola per mai(gistra)tresses

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