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Messaggio  gus il Gio 31 Mag 2018 - 7:11

Il PdR Mattarella, per la prima volta nella storia politica italiana, si accinge a sciogliere un Parlamento che grazie all'accordo programmatico della Lega e del Movimento 5Stelle, aveva una maggioranza.
Questo per il rifiuto a nominare ministro il prof euroscettico, Paolo Savona.
Un chiaro processo alle intenzioni.
Paolo Savona, professore ed esperto di Economia candidato per il Ministero più discusso del governo Giuseppe Conte. Matteo Salvini e Luigi Di Maio lo hanno blindato per le sue competenze e per la sua esperienza, con Savona che ha raccolto numerosi premi e riconoscimenti nel corso della sua carriera: Premio Premio dell'Associazione per il Progresso Economico 1976; Premio Premio Capalbio per l'economia 1988; Premio Premio IDI per la piccola e media impresa 1999; Premio Premio Pisa per la saggistica con il libro Che cos'è l'economia 1999; Premio Premio speciale del settore Economia nell'ambito dei Premi della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri 2000; Premio Premio per l'economia internazionale della Camera di Commercio di Genova 2008; Premio Premio Scanno 2009 economia; Premio VII Premio Donato Menichella per gli studi socio-economici 2009; Premio Premio Fata Morgana per l'economia e finanza 2010; Premio Premio Elefantino d'argento della Città di Cagliari 2011 categoria; Premio Candeliere d'oro della città di Sassari; Premio Premio Sabaudia 2012; Premio Premio Canova 2012. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)
Lega e MoVimento 5 Stelle continuano a puntare su Paolo Savona per il ministero dell'Economia. Il profilo dell'economista però agita l'Unione europea per le posizioni che molti definiscono “euroscettiche”. Il Colle preferirebbe un altro nome per un dicastero così importante, anche per non far “innervosire” i mercati. Cosa ha detto Savona sull'Europa? Nel suo ultimo articolo comparso su le Sfide, il trimestrale della Fondazione Craxi, ha scritto: «Vi sono pochi dubbi sul fatto che l'Unione europea poggi su una gamba sola, quella della stabilità, mentre manca quella della crescita economica e sociale, a causa del sospetto che quest'ultima sarebbe il veicolo dell'instabilità temuta dalla Germania». Il problema per Savona è che in Europa non c'è crescita perché si pensa solo alla stabilità, ma questa diventa per lui una zavorra per gli Stati membri. «Occorre intraprendere la strada delle riforme» e «ampliare lo statuto della Banca centrale europea assegnando a essa obiettivi di crescita».
Salvini non fa dietrofront. Lui ha sempre affermato che è disposto a governare con 5Stelle e Savona deve essere ministro per l'economia.
Mattarella non può rimangiarsi il rifiuto e le elezioni diventano inevitabili.
Il centro-destra unito supera facilmente il 40% e governa senza aver bisogno dei voti di 5Stelle. Un colpo da maestro e Matta e Di Maio se lo ritrovano in quel posto.
Una situazione politica molto grave perché Salvini vuol uscire veramente dall'Europa e non ha il fastidio del freno 5Stelle.
Mattarella ha rifiutato il nome di Savona nella lista dei ministri presentata da Conte sconfinando in una decisione politica voluta da Salvini che non si trova nella condizione di liberarsi di Forza Italia.
L'ho scritto. A Salvini servono le votazioni per ricompattare la destra e governare con Forza Italia e la Fratelli d'Italia. L'ingenuità di Mattarella trascinerà l'Italia nel caos. Ora ha l'ultima carta da giocare. Elezioni il 29 luglio quando tutto il nord è in ferie e non andrà a votare perdendo le elezioni.

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SALVINI: NO ALLE ELEZIONI A LUGLIO
Salvini stamattina si è rivolto al capo dello Stato: "Noi abbiamo provato a fare un governo, ma a Mattarella non va mai bene - dice parlando con i commercianti al mercato di Pisa, dove aveva in programma un evento elettorale - Non può dire no a quel ministro (Paolo Savona, ndr) perché è critico con l'Europa. Allora che cosa andiamo a fare? Allora ti arrendi. Il presidente ci spieghi come si esce dall'impasse". E conclude: "Al voto prima possibile, ma non a fine luglio". Poi annuncia: "La Lega domenica sarà in tutte le piazze italiane per chiedere l'elezione diretta del presidente della Repubblica, tanto fa quello che vuole lo stesso e allora tanto vale che lo eleggano i cittadini". Nel pomeriggio a Sarzana (La Spezia) insiste: "Si beccano il programma e la squadra che abbiamo già presentato oppure facciano altro e ci facciano votare".
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