Questa non è violenza?

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Messaggio  renzone il Mer 29 Ago 2018 - 9:16

Milano, ieri.
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Cercasi magistrato incolore di Procura non infeudata che sappia fare il proprio lavoro onestamente.



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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  savita il Mer 29 Ago 2018 - 15:53

Sì , convengo, quelle parole sono una minaccia, un atto di incitazione alla violenza , un atto di odio .
Però Renzone, interroga anche la tua coscienza , e chiediti chi ha instaurato questo clima , a cominciare dalla diffusione dell'odio attraverso i social .
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  gasiòt il Mer 29 Ago 2018 - 16:02

i social non sono influenti come sembra ..tutti li usano a loro modo
se è vero che in siti filoleghisti girano commenti deprecabili ,è anche vero che nei siti antilega circola di peggio ,ed è difficile stabilire chi ha cominciato prima ,e forse non ha neppure importanza
questa è solo teoria ,di leoni da tastiera ve ne sono dappertutto ,piuttosto è raro che dei leghisti vadano a malmenare fisicamente quelli della controparte ,meno raro che estremisti di sinistra invece siano più attivi ..sedi imbrattate e gazebo distrutti
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  oedipus il Mer 29 Ago 2018 - 16:59

Mandano quelli di Casapound.
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  gasiòt il Mer 29 Ago 2018 - 17:50

oedipus ha scritto:Mandano quelli di Casapound.
no.... quelli vanno per conto loro
erano nemici quando c'era la lega indipendentista ed ora sono solo dalla stessa parte per mancanza di altro spazio
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  flea il Ven 31 Ago 2018 - 14:23

savita ha scritto:Sì , convengo, quelle parole sono una minaccia,  un atto di  incitazione alla  violenza , un atto di   odio .
Però Renzone, interroga anche la tua coscienza , e chiediti  chi ha instaurato questo clima , a cominciare dalla diffusione dell'odio  attraverso i social .

Ciao Savita, spero tu stia bene.
No, non mi sembra che il ministro Salvini abbia influenzato o diffuso granché. I suoi post - a differenza di quelli trucidi inneggianti allo sterminio degli avversari politici, e possibilmente di 3/4 degli Italiani - mi sembrano connotati da una certa ingenuità, compiacimento, che definirei talvolta adolescenziali.
Innanzitutto vorrei precisare che io vengo da una famiglia con radici fortemente di sinistra, anzi mio padre era un giovane dirigente comunista fino al '56, all'invasione dell'Ungheria, dopo di che lasciò, nonostante un certo talento politico e la possibilità di fare strada.
Tuttavia ritengo l'ex partito comunista - e i suoi epigoni odierni - una delle sciagure italiane, e questo sopratutto una brutta eredità culturale, per la tendenza comoda a trovare capri espiatori ed a nascondere responsabilità ed errori - di cui se qualcuno volesse e se avesse il coraggio, si potrebbe scrivere a lungo, per esempio per la questione del sud, per la mafia - per lo stato dell'amministrazione pubblica. E per un loro antitalianismo congenito, che ora trova nell'affare dei migranti un comodo paravento per esplicarsi in tutta la sua dottrina. L'Italia sarebbe stata molto meglio con un grande partito socialista riformista, radicato e quindi meno propenso a passare dall'osteggiamento totale del capitalismo e delle democrazie come paravento delle stesse (la conversione è stata tarda e molto opportunistica in questo senso),e non senza aver generato la guerra civile degli anni di piombo, ed altre cose, all'abbraccio totale del capitalismo e dell'annullamento identitario più completo ed antidemocratico che il capitalismo abbia potuto escogitare. Un po' più orientato nel senso del capire l'italianità, o i problemi della modernizzazione in Italia, era Pasolini, benché in un fastidioso senso estetizzante e decadente. benché Perché, se gli Italiani, come tutti i popoli delle terra, non sono "brava gente", tuttavia l'Italia è un grande paese, se anche quando era una specie di colonia sfornava pensieri ed opere senza i quali sarebbe stato impossibile uno Shakespeare e un Cervantes. Quindi abbiamo un buon DNA, non abbiamo una classe politica all'altezza.
Dire "prima gli Italiani", anche se può sembrare rozzo e semplicistico - e in effetti lo è - assume un valore di valanga - e di invito ad occuparsi dei problemi tipicamente italiani e tipicamente occidentali - solo di fronte ai comportamenti ed attitudini politiche di coloro per i quali, da sempre, nel loro DNA, hanno considerato il loro paese un'espressione geografica, anzi, un "non luogo", come i centri commerciali in cui, invece di girare e fare shopping, si parte come base per utopie escatologiche, dove il regno dei cieli è lo stato proletario, e, decaduto quello, dopo anni di propaganda ed occultamenti (vedi solamente la storia della ricezione di "arcipelago Gulag", in Italia), si buttano tra le braccia della peggior versione capitalistica mai vista, quella che appunto, considera gli stati-nazione entità inesistenti, e si serve per questo delle propagande - ben pagate e finanziate - sulla mondializzazione.
Per fare un esempio di questo, se appare, come la punta dell'iceberg, il fenomeno di ragazzi che picchiano/minacciano/vessano i professori, la reazione è l'equivalente di un'alzata di spalle (sarebbe troppo gravoso esaminare i dati che lo danno come un fenomeno globale anche risultato di certi "valori" progressisti, come l'abbattimento di quell'argine che era il ""patriarcato", per quanto oppressivo), quando non il "victim blaming"; se gli stessi ragazzi - perché sono gli stessi - spintonano uno o una di colore, o molestano e minacciano, ecco che improvvisamente il fenomeno appare in tutta la sua gravità (e naturalmente la colpa è di Salvini o dei "razzisti", e "del clima che si respira" di intolleranza; vengono a cessare di botto tutte quelle determinazioni sociologiche sull'abbandono delle periferie, il degrado sociale, ecc.). Oppure: dei ragazzi lanciano delle uova ai passanti, ma la cosa non è degna di attenzione finché non viene colpita una ragazza di colore, che allora può fare il suo pistolotto, come pure lo fa il genitore, ex-criminale di un certo calibro, di grande calibro, che dovrebbe essere grato all'Italia, ovvero ad un partito che gli trova un lavoro come "mediatore culturale", e questo sempre in un paese a grande disoccupazione. Oppure: mentre le aggressioni quotidiane ai controllori, oltre al cronico non pagare il biglietto in di certe parti della popolazione, sono accuratamente nascoste dai media progressisti, l'esasperazione finale ed isterica di una vittima di questo malaffare quotidiano, è l'unica cosa che fa scandalo e fa stracciare le vesti. E quanto ai problemi che mettono in luce la duplice accoppiata di mancanza di fondi, welfare allo stremo e le carenze delle impostazioni ideologiche considerate solo benemerite - e cito, per esempio il problema della gestione malattia mentale, delle malattie mentali crescenti, dei malati di Alzheimer - basta il trafiletto in cronaca nera - che al limite può servire a ribadire che "anche gli Italiani delinquono", senza specificare che l'omicida era nella non-cura post basagliana per stato borderline o schizofrenico; o senza riportare la sentenza della cassazione che condanna i disperati costretti alla non -vita infernale con una non-persona - il malato di Alzheimer- ma ammette che i detti disperati si sono trovati in una situazione più grande di loro, in totale assenza dello Stato. In questo caso non valgono le attenuanti che gli stessi magistrati trovano in genere per gli stranieri. Ma tant'è, basta un po' di moralismo di marca clericale - alla fine l'odiata pretaglia è venuta utile - e si può tornare ad occuparsi del più grande problema italiano, ovvero quanto sono cattivi gli Italiani, e come Salvini incarni Satana.
Se, d'altro canto, in clima di me-too, non si possono nascondere più di tanto, aggressioni e molestie sessuali -anche se un po' si nascondono - oltre allo sconcerto di venire a sapere, generalmente da fonti di secondo piano, che l'interessato aveva già precedenti, denunce, fogli di via, e quant'altro, oppure che era stato lasciato libero perché "lo spaccio era la sua fonte di sostentamento", si deve sopportare la beffa del sentirsi ripetere che "anche gli Italiani delinquono", stessa cosa per le mafie - nigeriana, senegalese - , come se la classe politica - le élites - fossero investite, invece che del compito di risolvere i problemi, della specie di compito di contrappasso simbolico, che era quello per cui in tempo di peste i preti facevano fare processioni per i peccati che la peste l'avrebbero provocata. L'odio esiste ed ha ragioni concretissime che si manifesterebbero anche se Salvini, o la Lega, o la destra stessa non esistessero in Italia.

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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  renzone il Ven 31 Ago 2018 - 18:53

flea ha scritto:
savita ha scritto:Sì , convengo, quelle parole sono una minaccia,  un atto di  incitazione alla  violenza , un atto di   odio .
Però Renzone, interroga anche la tua coscienza , e chiediti  chi ha instaurato questo clima , a cominciare dalla diffusione dell'odio  attraverso i social .

Ciao Savita, spero tu stia bene.
No, non mi sembra  che il ministro Salvini abbia influenzato o diffuso granché. I suoi post  - a differenza di quelli trucidi inneggianti allo sterminio degli avversari politici, e possibilmente di 3/4 degli Italiani - mi sembrano connotati da una certa ingenuità, compiacimento, che definirei talvolta adolescenziali.
Innanzitutto vorrei precisare che io vengo da una famiglia con radici fortemente di sinistra, anzi mio padre era un giovane dirigente comunista fino al '56, all'invasione dell'Ungheria, dopo di che lasciò, nonostante un certo talento politico e la possibilità di fare strada.
Tuttavia ritengo l'ex partito comunista - e i suoi epigoni odierni - una delle sciagure italiane, e questo sopratutto una brutta eredità culturale, per la tendenza comoda a trovare capri espiatori ed a nascondere responsabilità ed errori - di cui se qualcuno volesse e se avesse il coraggio, si potrebbe scrivere a lungo, per esempio per la questione del sud, per la mafia -  per lo stato dell'amministrazione pubblica. E per un loro antitalianismo congenito, che ora trova nell'affare dei migranti un comodo paravento per esplicarsi in tutta la sua dottrina. L'Italia sarebbe stata molto meglio con un grande partito socialista riformista, radicato e quindi meno propenso a passare dall'osteggiamento totale del capitalismo e delle democrazie come paravento delle stesse (la conversione è stata tarda e molto opportunistica in questo senso),e non senza aver generato la guerra civile degli anni di piombo, ed altre cose, all'abbraccio totale del capitalismo e dell'annullamento identitario più completo ed antidemocratico che il capitalismo abbia potuto escogitare. Un po' più orientato nel senso del capire l'italianità, o i problemi della modernizzazione in Italia, era Pasolini, benché in un fastidioso senso estetizzante e  decadente. benché  Perché, se gli Italiani, come tutti i popoli delle terra, non sono "brava gente", tuttavia l'Italia è un grande paese, se anche quando era una specie di colonia sfornava pensieri ed opere senza i quali sarebbe stato impossibile uno Shakespeare e un Cervantes. Quindi abbiamo un buon DNA, non abbiamo una classe politica all'altezza.
Dire "prima gli Italiani", anche se può sembrare rozzo e semplicistico - e in effetti lo è - assume un valore di valanga - e di invito ad occuparsi dei problemi tipicamente italiani e tipicamente occidentali -  solo di fronte ai comportamenti ed attitudini politiche di coloro per i quali, da sempre, nel loro DNA, hanno considerato il loro paese un'espressione geografica, anzi, un "non luogo", come i centri commerciali in cui, invece di girare e fare shopping, si parte come base per utopie escatologiche, dove il regno dei cieli è lo stato proletario, e, decaduto quello, dopo anni di propaganda ed occultamenti (vedi solamente la storia della ricezione di "arcipelago Gulag", in Italia), si buttano tra le braccia della peggior versione capitalistica mai vista, quella che appunto, considera gli stati-nazione entità inesistenti, e si serve per questo delle propagande - ben pagate e finanziate - sulla mondializzazione.
Per fare un esempio di questo, se appare, come la punta dell'iceberg, il fenomeno di ragazzi che picchiano/minacciano/vessano i professori, la reazione è l'equivalente di un'alzata di spalle (sarebbe troppo gravoso esaminare i dati che lo danno come un fenomeno globale anche risultato di certi "valori" progressisti, come l'abbattimento di quell'argine che era il ""patriarcato", per quanto oppressivo), quando non il "victim blaming"; se gli stessi ragazzi - perché sono gli stessi - spintonano uno o una di colore, o molestano e minacciano, ecco che improvvisamente il fenomeno appare in tutta la sua gravità (e naturalmente la colpa è di Salvini o dei "razzisti", e "del clima che si respira" di intolleranza; vengono a cessare di botto tutte quelle determinazioni sociologiche sull'abbandono delle periferie, il degrado sociale, ecc.).   Oppure: dei ragazzi lanciano delle uova ai passanti, ma la cosa non è degna di attenzione finché non viene colpita una ragazza di colore, che allora può fare il suo pistolotto, come pure lo fa il genitore, ex-criminale di un certo calibro, di grande calibro, che dovrebbe essere grato all'Italia, ovvero ad un partito che gli trova un lavoro come "mediatore culturale", e questo sempre in un paese a grande disoccupazione. Oppure: mentre le aggressioni quotidiane ai controllori, oltre al cronico non pagare il biglietto in  di certe parti della popolazione, sono accuratamente nascoste dai media progressisti, l'esasperazione finale ed isterica di una vittima di questo malaffare quotidiano, è l'unica cosa che fa scandalo e fa stracciare le vesti. E quanto ai problemi che mettono in luce la duplice accoppiata di mancanza di fondi, welfare allo stremo e le carenze delle impostazioni ideologiche considerate solo benemerite - e cito, per esempio il problema della gestione malattia mentale, delle malattie mentali crescenti, dei malati di Alzheimer -  basta il trafiletto in cronaca nera - che al limite può servire a ribadire che "anche gli Italiani delinquono", senza specificare che l'omicida era nella non-cura post basagliana per stato borderline o schizofrenico; o senza riportare  la sentenza della cassazione che condanna i disperati costretti alla non -vita infernale con una non-persona - il malato di Alzheimer- ma ammette che i detti disperati si sono trovati in una situazione più grande di loro, in totale assenza dello Stato. In questo caso non valgono le attenuanti che gli stessi magistrati trovano in genere per gli stranieri. Ma tant'è, basta un po' di moralismo di marca clericale - alla fine l'odiata pretaglia è venuta utile - e si può tornare ad occuparsi del più grande problema italiano, ovvero quanto sono cattivi gli Italiani, e come Salvini incarni Satana.
Se, d'altro canto, in clima di me-too, non si possono nascondere più di tanto, aggressioni e molestie sessuali -anche se un po' si nascondono -  oltre allo sconcerto di venire a sapere, generalmente  da fonti di secondo piano, che l'interessato aveva già precedenti, denunce, fogli di via, e quant'altro, oppure che era stato lasciato libero perché "lo spaccio era la sua fonte di sostentamento", si deve sopportare la beffa del sentirsi ripetere che "anche gli Italiani delinquono", stessa cosa per le mafie - nigeriana, senegalese - , come se la classe politica - le élites - fossero investite, invece che del compito  di risolvere i problemi, della specie di compito di contrappasso simbolico, che era quello per cui in tempo di peste i preti facevano fare processioni per i peccati che la peste l'avrebbero provocata.  L'odio esiste ed ha ragioni concretissime che si manifesterebbero anche se Salvini, o la Lega, o la destra stessa non esistessero in Italia.



Caramba y carambita!
Descrizione direi più che esaustiva!
Ovviamente concordo su tutto.
Tra l'altro anch'io son cresciuto in un ambiente sicuramente di sinistra (seppur con tanto di attentato BR ad uno zio)...
Ma anche Sesto san Giovanni era la Stalingrado d'Italia, ed ora mi pare un ricettacolo di leghisti.
Che siano davvero tutti plebei ignoranti?
O è la sinistra che proprio non va soprattutto perchè, come giustamente fai notare, troppo "intelliggente" e "antitaliana"?
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  savita il Ven 31 Ago 2018 - 19:36

Ciao Flea

Non intendevo discutere se Salvini e il governo 5Stelle –Lega avessero   ragione  sulla questione dei migranti e di tutto il resto di cui parli- perché alla fine ci hai messo dentro proprio tutto . Ci sarebbe troppo da dire, e   chi frequenta ancora con una certa continuità questo piccolo forum,  sa  che già ne abbiamo parlato molto e le diverse opinioni sono note .  Ma lo riprenderò alla fine del post, se avrò il tempo.

Quello che mi premeva sottolineare  è che  l’odio è sfociato troppo spesso nell’augurio di morte fisica delle persona odiata, e quando tu  obietti che si tratta di scalmanati e non dei loro condottieri,  replico che anche il cartello di Milano  era per l’appunto  agitato da scalmanati . Perché l’odio è una miccia che, a seconda di dove penetra, può fare esplodere qualunque cosa. No, Salvini certamente non ha incitato a uccidere nessuno dei suoi avversari politici, ma  ha fatto uso dell’odio incendiario che molti dei suoi fan , e dei fan Cinquestelle, hanno diffuso a piene mani attraverso i social negli ultimi due anni.  Ricordo di avere letto anche qui espressioni di una violenza inaudita – violenza proprio fisica- contro i membri del passato governo.

Quanto al merito. Non ho voglia di ripetermi ,ma sulla questione dei migranti sono d’accordo nella sostanza  su interventi  che tendano a scoraggiare il loro ingresso quando è palese che non si tratta di profughi di guerra. Per  sfortuna di Salvini ( e dei migranti in questione  )  la maggioranza dei recenti naufraghi sulla nave Diciotti erano Eritrei, e in in Eritrea è in corso una guerra interna che assomiglia a un vero e proprio genocidio. Ma   circa i migranti clandestini motivati da  sola questione economica, non ho dubbi e concordo con Salvini : l’ Italia non ha i mezzi per sostenerli né per mantenerli , in assenza di lavoro continuativo  come è possibile constatare nella maggioranza dei casi .Non sono d’accordo neanche con chi  crede  di aiutarli offrendo piccoli lavori saltuari,ovviamente in nero perchè non potrebbe essere altrimenti. Per ora i migranti non sono tantissimi, ma potrebbero in breve diventarlo se non si scoraggiano gli sbarchi.

Invece , tornando al resto, ammetto che la ”percezione “( perchè ormai il consenso politico si gioca sulle “percezioni “) da parte di chi vive al Nord  circa la situazione   economica  è diversa rispetto a  chi vive al Sud, e forse vale anche il   viceversa. Inoltre sembra   che al Sud i vari partiti, non solo   PD o FI , molto spesso si siano visti offrire il peggio come loro rappresentanti locali in grado di accumulare consensi . E non hanno avuto il coraggio di dire no.
Quanto alla politica economica e alla situazione che si prefigura con questo governo, per me le previsioni non sono buone  :  anche se le intenzioni fossero lodevoli, costoro non sanno o non vogliono fare i conti, non vogliono fare il calcolo delle risorse, non conoscono o fingono di non conoscere  le leggi, fanno proclami vaghi per riscuotere consensi imperituri salvo essere costretti poi a fare marcia indietro  accusando altri  di “delitto perfetto “  ( Vedi caso Ilva ). La fiducia dei mercati, di cui non ci si può fare beffe perché abbiamo un DEBITO,e se si vuole continuare ad avere  prestiti   e finanziamenti da investitori esteri e dai risparmiatori italiani stessi, non si può proclamare che il debito aumenterà, o che verrà azzerato d’imperio. Insomma, sono molto più preoccupata per questo che per l’impatto economico dell’arrivo di qualche migliaio di migranti
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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  maserati il Ven 31 Ago 2018 - 20:35

renzone ha scritto:Milano, ieri.
Questa non é violenza?

sì, certo che lo è.

non vorrei mai quel tizio come ministro degli interni.

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Re: Questa non è violenza?

Messaggio  oedipus il Sab 1 Set 2018 - 15:42

flea ha scritto:
savita ha scritto:Sì , convengo, quelle parole sono una minaccia,  un atto di  incitazione alla  violenza , un atto di   odio .
Però Renzone, interroga anche la tua coscienza , e chiediti  chi ha instaurato questo clima , a cominciare dalla diffusione dell'odio  attraverso i social .

Ciao Savita, spero tu stia bene.
No, non mi sembra  che il ministro Salvini abbia influenzato o diffuso granché. I suoi post  - a differenza di quelli trucidi inneggianti allo sterminio degli avversari politici, e possibilmente di 3/4 degli Italiani - mi sembrano connotati da una certa ingenuità, compiacimento, che definirei talvolta adolescenziali.
Innanzitutto vorrei precisare che io vengo da una famiglia con radici fortemente di sinistra, anzi mio padre era un giovane dirigente comunista fino al '56, all'invasione dell'Ungheria, dopo di che lasciò, nonostante un certo talento politico e la possibilità di fare strada.
Tuttavia ritengo l'ex partito comunista - e i suoi epigoni odierni - una delle sciagure italiane, e questo sopratutto una brutta eredità culturale, per la tendenza comoda a trovare capri espiatori ed a nascondere responsabilità ed errori - di cui se qualcuno volesse e se avesse il coraggio, si potrebbe scrivere a lungo, per esempio per la questione del sud, per la mafia -  per lo stato dell'amministrazione pubblica. E per un loro antitalianismo congenito, che ora trova nell'affare dei migranti un comodo paravento per esplicarsi in tutta la sua dottrina. L'Italia sarebbe stata molto meglio con un grande partito socialista riformista, radicato e quindi meno propenso a passare dall'osteggiamento totale del capitalismo e delle democrazie come paravento delle stesse (la conversione è stata tarda e molto opportunistica in questo senso),e non senza aver generato la guerra civile degli anni di piombo, ed altre cose, all'abbraccio totale del capitalismo e dell'annullamento identitario più completo ed antidemocratico che il capitalismo abbia potuto escogitare. Un po' più orientato nel senso del capire l'italianità, o i problemi della modernizzazione in Italia, era Pasolini, benché in un fastidioso senso estetizzante e  decadente. benché  Perché, se gli Italiani, come tutti i popoli delle terra, non sono "brava gente", tuttavia l'Italia è un grande paese, se anche quando era una specie di colonia sfornava pensieri ed opere senza i quali sarebbe stato impossibile uno Shakespeare e un Cervantes. Quindi abbiamo un buon DNA, non abbiamo una classe politica all'altezza.
Dire "prima gli Italiani", anche se può sembrare rozzo e semplicistico - e in effetti lo è - assume un valore di valanga - e di invito ad occuparsi dei problemi tipicamente italiani e tipicamente occidentali -  solo di fronte ai comportamenti ed attitudini politiche di coloro per i quali, da sempre, nel loro DNA, hanno considerato il loro paese un'espressione geografica, anzi, un "non luogo", come i centri commerciali in cui, invece di girare e fare shopping, si parte come base per utopie escatologiche, dove il regno dei cieli è lo stato proletario, e, decaduto quello, dopo anni di propaganda ed occultamenti (vedi solamente la storia della ricezione di "arcipelago Gulag", in Italia), si buttano tra le braccia della peggior versione capitalistica mai vista, quella che appunto, considera gli stati-nazione entità inesistenti, e si serve per questo delle propagande - ben pagate e finanziate - sulla mondializzazione.
Per fare un esempio di questo, se appare, come la punta dell'iceberg, il fenomeno di ragazzi che picchiano/minacciano/vessano i professori, la reazione è l'equivalente di un'alzata di spalle (sarebbe troppo gravoso esaminare i dati che lo danno come un fenomeno globale anche risultato di certi "valori" progressisti, come l'abbattimento di quell'argine che era il ""patriarcato", per quanto oppressivo), quando non il "victim blaming"; se gli stessi ragazzi - perché sono gli stessi - spintonano uno o una di colore, o molestano e minacciano, ecco che improvvisamente il fenomeno appare in tutta la sua gravità (e naturalmente la colpa è di Salvini o dei "razzisti", e "del clima che si respira" di intolleranza; vengono a cessare di botto tutte quelle determinazioni sociologiche sull'abbandono delle periferie, il degrado sociale, ecc.).   Oppure: dei ragazzi lanciano delle uova ai passanti, ma la cosa non è degna di attenzione finché non viene colpita una ragazza di colore, che allora può fare il suo pistolotto, come pure lo fa il genitore, ex-criminale di un certo calibro, di grande calibro, che dovrebbe essere grato all'Italia, ovvero ad un partito che gli trova un lavoro come "mediatore culturale", e questo sempre in un paese a grande disoccupazione. Oppure: mentre le aggressioni quotidiane ai controllori, oltre al cronico non pagare il biglietto in  di certe parti della popolazione, sono accuratamente nascoste dai media progressisti, l'esasperazione finale ed isterica di una vittima di questo malaffare quotidiano, è l'unica cosa che fa scandalo e fa stracciare le vesti. E quanto ai problemi che mettono in luce la duplice accoppiata di mancanza di fondi, welfare allo stremo e le carenze delle impostazioni ideologiche considerate solo benemerite - e cito, per esempio il problema della gestione malattia mentale, delle malattie mentali crescenti, dei malati di Alzheimer -  basta il trafiletto in cronaca nera - che al limite può servire a ribadire che "anche gli Italiani delinquono", senza specificare che l'omicida era nella non-cura post basagliana per stato borderline o schizofrenico; o senza riportare  la sentenza della cassazione che condanna i disperati costretti alla non -vita infernale con una non-persona - il malato di Alzheimer- ma ammette che i detti disperati si sono trovati in una situazione più grande di loro, in totale assenza dello Stato. In questo caso non valgono le attenuanti che gli stessi magistrati trovano in genere per gli stranieri. Ma tant'è, basta un po' di moralismo di marca clericale - alla fine l'odiata pretaglia è venuta utile - e si può tornare ad occuparsi del più grande problema italiano, ovvero quanto sono cattivi gli Italiani, e come Salvini incarni Satana.
Se, d'altro canto, in clima di me-too, non si possono nascondere più di tanto, aggressioni e molestie sessuali -anche se un po' si nascondono -  oltre allo sconcerto di venire a sapere, generalmente  da fonti di secondo piano, che l'interessato aveva già precedenti, denunce, fogli di via, e quant'altro, oppure che era stato lasciato libero perché "lo spaccio era la sua fonte di sostentamento", si deve sopportare la beffa del sentirsi ripetere che "anche gli Italiani delinquono", stessa cosa per le mafie - nigeriana, senegalese - , come se la classe politica - le élites - fossero investite, invece che del compito  di risolvere i problemi, della specie di compito di contrappasso simbolico, che era quello per cui in tempo di peste i preti facevano fare processioni per i peccati che la peste l'avrebbero provocata.  L'odio esiste ed ha ragioni concretissime che si manifesterebbero anche se Salvini, o la Lega, o la destra stessa non esistessero in Italia.

E' difficile replicare a un intervento così ricco e dettato dal cuore.
Forse è anche inutile farlo.
E poi lo confesso, non l'ho neanche letto tutto fino in fondo.
Comunque ritirare fuori la storia dell'Ungheria e della Cecoslovacchia mi sembra come far suonare un disco rotto.
Allora i sentimenti di tuo padre erano più che comprensibili, oggi mi sembra un po' meno.
Se siete fuggiti via dal Comunismo per quei fatti, spero che poi con la guerra del Vietnam ma soprattutto con i fatti del Cile e dell'Argentina e poi con le crisi economiche del 2000 abbiate ripudiato anche il capitalismo in tutte le sue sfaccettature.
A guardare indietro mi sembra chiaro che i vincitori si erano spartiti il mondo e la spartizione non è stata mai messa in discussione dalle potenze vincitrici: L'occidente non ha aiutato gli ungheresi e i cechi, la Russia non ha aiutato i cileni e gli argentini.
E poi, per tornare all'Italia, il PCI con Berlinguer non è stato mai filo sovietico e la una sua vittoria elettorale non era contemplata. Il periodo delle stragi lo dimostra, e lo stesso Berlinguer ne era cosciente perché non ha mai cercato di prendere il potere, anzi quanldo era sul punto di farlo lo ha evitato.

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