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Messaggio  oedipus il Gio 8 Nov 2018 - 14:24

e pure di Wikipedia  ....


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Messaggio  ratin il Ven 9 Nov 2018 - 0:04

Rolling Eyes
Focus ha scritto:Il raffreddamento produce una contrazione dell'involucro di atmosfera, lo fa collassare - seppure di poco: quel tanto che basta a fare mancare (di poco) il suo sostegno a molti satelliti e alla Stazione spaziale (le cui orbite possono essere corrette), oltre che a una quantità indeterminata di spazzatura spaziale, che ha così più probabilità di precipitare.

Mi basta questo passaggio per buttare la rivista nella spazzatura.
... del resto mi sono bastate la lettura, anni fa, di soli due numeri per fare certe considerazioni non benevoli Rolling Eyes  Vado avanti con Le Scienze: è pesante ma affidabile. Non per niente conservo ben quarant'anni di numeri.
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Messaggio  oedipus il Ven 9 Nov 2018 - 10:13

ratin ha scritto:Rolling Eyes
Focus ha scritto:Il raffreddamento produce una contrazione dell'involucro di atmosfera, lo fa collassare - seppure di poco: quel tanto che basta a fare mancare (di poco) il suo sostegno a molti satelliti e alla Stazione spaziale (le cui orbite possono essere corrette), oltre che a una quantità indeterminata di spazzatura spaziale, che ha così più probabilità di precipitare.

Mi basta questo passaggio per buttare la rivista nella spazzatura.
... del resto mi sono bastate la lettura, anni fa, di soli due numeri per fare certe considerazioni non benevoli Rolling Eyes  Vado avanti con Le Scienze: è pesante ma affidabile. Non per niente conservo ben quarant'anni di numeri.


Del resto ognuno legge in un libro quello che vuole leggere.
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Messaggio  savita il Ven 9 Nov 2018 - 20:23

Poche storie : il surriscaldamento globale è in atto ormai da più di 20 anni con andamento crescente in accelerazione : quindi ce ne rendiamo conto sempre di più negli ultimi anni.
Negarlo è a negazionisti ottusi .

Ricerche svolte da schiere di scienziati e studiosi confermano una conclusione sconfortante: il cambiamento climatico è diverso dai problemi ambientali che abbiamo avuto finora, e non è possibile “aggiustarlo” come abbiamo cominciato a fare con lo smog o il buco dell’ozono, attraverso leggi e trattati circoscritti o piccole modifiche tecnologiche; è un fenomeno troppo vasto in termini di spazio, tempo e complessità. Inoltre, le emissioni che lo causano sono conseguenza fin troppo diretta della sovrappopolazione del pianeta, abitato da circa 7,5 miliardi di persone, che tra qualche decennio diventeranno 10 miliardi.

Le reali dimensioni di quanto sta accadendo alla Terra emergono solo se l’aumento delle emissioni dei gas serra si considera assieme ad altri parametri di misurazione dell’attività umana. In un rapporto scientifico del 2015 intitolato The Great Acceleration (la grande accelerazione) è stato presentato un quadro globale di grafici che illustrano vari effetti dell’attività umana, dall’impoverimento delle foreste tropicali, alla produzione di carta, all’utilizzo delle risorse idriche. Questi grafici presentano quasi tutti lo stesso andamento della curva delle emissioni di CO2. Inquinamento e cambiamento climatico sono quindi i sintomi di una situazione più ampia, cioè dell’era del maggiore impatto dell’uomo sulla Terra, che sempre più spesso viene chiamata Antropocene.

Adam Frank, astrofisico dell’Università di Rochester, ha iniziato a valutare possibili conseguenze per il pianeta, ipotizzando vari scenari in base alla nostra conoscenza dei pianeti che potrebbero ospitare la vita al di fuori del Sistema Solare.
Da modelli matematici abbastanza semplici sono emersi tre scenari piuttosto ampi, che Frank descrive in un nuovo libro intitolato "Light of the Stars" (Luce delle stelle).

Il primo scenario, definito “atterraggio morbido”, vede una civiltà e il suo pianeta raggiungere senza intoppi una nuova stabilità. Nel secondo scenario, il “declino”, le condizioni ambientali di un pianeta si degradano e le sue popolazioni si riducono drasticamente, pur sopravvivendo. «È difficile capire se una civiltà tecnologica può sopravvivere dopo aver perso circa il 70% della popolazione», spiega Frank.

Poi c’è il terzo scenario: il collasso. «La popolazione cresce, il pianeta si surriscalda, e a un certo punto la popolazione si azzera», continua Frank. «Abbiamo anche individuato un modello in cui il collasso avverrebbe nonostante l’avvenuta transizione da una fonte energetica ad alto impatto - come i combustibili fossili - a una più sostenibile, come il solare».

La prospettiva interplanetaria di Frank rende chiaro come la crisi climatica sia davvero una sfida enorme, come la lotta al cancro o alla povertà, a cui intere generazioni hanno dedicato la vita con senso di urgenza e pazienza. Il cambiamento di prospettiva è preoccupante ma anche liberatorio: significa che chiunque di noi sia motivato e abbia un po’ di perseveranza può fare la differenza, che sia insegnante o ingegnere, artista o finanziatore o, più semplicemente, un cittadino di questo pianeta interessato al problema.

Studiando lo spazio per valutare possibili prospettive terrestri, Frank è arrivato al punto da cui era partito James Hansen: Venere, il nostro bollente vicino. All’inizio di quest’anno ho chiesto a Frank come vede il futuro della Terra.

Lui pensa che per qualunque biosfera che abbia sviluppato una civiltà industriale su scala planetaria come la nostra sia arduo evitare grandi sconvolgimenti. «La domanda è: quanto spesso questa civiltà riesce a compiere la transizione, riemergendo come parte ancora fondamentale della biosfera ormai modificata? Molto può dipendere dal patrimonio evolutivo acquisito dalla specie». In altri termini, dipenderà dalla capacità delle popolazioni di pensare e agire in modo da adattarsi alla nuova realtà e gestirla in maniera responsabile.

È una domanda per la Terra, dice Frank: «Ce l’abbiamo, noi, quello che serve? Io lo spero, ma credo che lo scopriremo presto». ( luglio 2018)


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Messaggio  oedipus il Ven 9 Nov 2018 - 23:25

savita ha scritto:Poche storie : il surriscaldamento globale è in atto ormai da più di 20 anni con andamento  crescente   in accelerazione : quindi ce ne rendiamo conto sempre di più negli ultimi anni.
Negarlo è a negazionisti ottusi  .

Ricerche svolte da schiere di scienziati e studiosi confermano una conclusione sconfortante: il cambiamento climatico è diverso dai problemi ambientali che abbiamo avuto finora, e non è possibile “aggiustarlo” come abbiamo cominciato a fare con lo smog o il buco dell’ozono, attraverso leggi e trattati circoscritti o piccole modifiche tecnologiche; è un fenomeno troppo vasto in termini di spazio, tempo e complessità. Inoltre, le emissioni che lo causano sono conseguenza fin troppo diretta della sovrappopolazione del pianeta, abitato da circa 7,5 miliardi di persone, che tra qualche decennio diventeranno 10 miliardi.

Le reali dimensioni di quanto sta accadendo alla Terra emergono solo se l’aumento delle emissioni dei gas serra si considera assieme ad altri parametri di misurazione dell’attività umana. In un rapporto scientifico del 2015 intitolato The Great Acceleration (la grande accelerazione) è stato presentato un quadro globale di grafici che illustrano vari effetti dell’attività umana, dall’impoverimento delle foreste tropicali, alla produzione di carta, all’utilizzo delle risorse idriche. Questi grafici presentano quasi tutti lo stesso andamento della curva delle emissioni di CO2. Inquinamento e cambiamento climatico sono quindi i sintomi di una situazione più ampia, cioè dell’era del maggiore impatto dell’uomo sulla Terra, che sempre più spesso viene chiamata Antropocene.

Adam Frank, astrofisico dell’Università di Rochester, ha iniziato a valutare possibili conseguenze per il pianeta, ipotizzando vari scenari in base alla nostra conoscenza dei pianeti che potrebbero ospitare la vita al di fuori del Sistema Solare.
Da modelli matematici abbastanza semplici sono emersi tre scenari piuttosto ampi, che Frank descrive in un nuovo libro intitolato "Light of the Stars" (Luce delle stelle).

Il primo scenario, definito “atterraggio morbido”, vede una civiltà e il suo pianeta raggiungere senza intoppi una nuova stabilità. Nel secondo scenario, il “declino”, le condizioni ambientali di un pianeta si degradano e le sue popolazioni si riducono drasticamente, pur sopravvivendo. «È difficile capire se una civiltà tecnologica può sopravvivere dopo aver perso circa il 70% della popolazione», spiega Frank.

Poi c’è il terzo scenario: il collasso. «La popolazione cresce, il pianeta si surriscalda, e a un certo punto la popolazione si azzera», continua Frank. «Abbiamo anche individuato un modello in cui il collasso avverrebbe nonostante l’avvenuta transizione da una fonte energetica ad alto impatto - come i combustibili fossili - a una più sostenibile, come il solare».

La prospettiva interplanetaria di Frank rende chiaro come la crisi climatica sia davvero una sfida enorme, come la lotta al cancro o alla povertà, a cui intere generazioni hanno dedicato la vita con senso di urgenza e pazienza. Il cambiamento di prospettiva è preoccupante ma anche liberatorio: significa che chiunque di noi sia motivato e abbia un po’ di perseveranza può fare la differenza, che sia insegnante o ingegnere, artista o finanziatore o, più semplicemente, un cittadino di questo pianeta interessato al problema.

Studiando lo spazio per valutare possibili prospettive terrestri, Frank è arrivato al punto da cui era partito James Hansen: Venere, il nostro bollente vicino. All’inizio di quest’anno ho chiesto a Frank come vede il futuro della Terra.

Lui pensa che per qualunque biosfera che abbia sviluppato una civiltà industriale su scala planetaria come la nostra sia arduo evitare grandi sconvolgimenti. «La domanda è: quanto spesso questa civiltà riesce a compiere la transizione, riemergendo come parte ancora fondamentale della biosfera ormai modificata? Molto può dipendere dal patrimonio evolutivo acquisito dalla specie». In altri termini, dipenderà dalla capacità delle popolazioni di pensare e agire in modo da adattarsi alla nuova realtà e gestirla in maniera responsabile.

È una domanda per la Terra, dice Frank: «Ce l’abbiamo, noi, quello che serve? Io lo spero, ma credo che lo scopriremo presto». ( luglio 2018)


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A parte la parte di fantascienza (che non ho neppure letto) concordo perfettamente.
La temperatura terrestre sta aumentando, come ha fatto in passato, e noi non ci possiamo far niente (a meno ché non volessimo sterminare qualche miliardo di viventi).
Possiamo solo adeguarci, e pensare ai benefici che un aumento di temperatura potrebbe darci.
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Messaggio  ratin il Mer 10 Lug 2019 - 17:16

oedipus ha scritto:La temperatura terrestre sta aumentando, come ha fatto in passato, e noi non ci possiamo far niente (a meno ché non volessimo sterminare qualche miliardo di viventi).
Possiamo solo adeguarci, e pensare ai benefici che un aumento di temperatura potrebbe darci.

Non c'è bisogno di eliminare "qualche miliardo di viventi" ma cambiare il sistema di vita e ci stiamo tutti meglio ( chi ha vissuto in una famiglia numerosa sa cosa si intende).
Ne conosciamo le origini che non sono astronomiche, i benefici dell'aumento della temperatura sono ingannevoli: i ghiacciai alpini si stanno ritirando e mancheranno le risorse idriche.

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Messaggio  oedipus il Gio 11 Lug 2019 - 8:10

ratin ha scritto:
oedipus ha scritto:La temperatura terrestre sta aumentando, come ha fatto in passato, e noi non ci possiamo far niente (a meno ché non volessimo sterminare qualche miliardo di viventi).
Possiamo solo adeguarci, e pensare ai benefici che un aumento di temperatura potrebbe darci.

Non c'è bisogno di eliminare "qualche miliardo di viventi" ma cambiare il sistema di vita e ci stiamo tutti meglio ( chi ha vissuto in una famiglia numerosa sa cosa si intende).
Ne conosciamo le origini che non sono astronomiche, i benefici dell'aumento della temperatura sono ingannevoli: i ghiacciai alpini si stanno ritirando e mancheranno le risorse idriche.

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Comunque ho torto, lo so e lo ammetto.
La mia era una ribellione a un modo per me sbagliato di comunicare il problema.
Non si può dire che la temperatura è la più alta della storia quando la storia è milionaria e la temperatura è misurata solo da qualche anno.
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Messaggio  ratin il Gio 11 Lug 2019 - 16:52

Saranno almeno 150 che le temperature vengono registrate scientificamente in modo attendibile, storicamente si possono evincere, approssimativamente, le temperature attraverso le cronache storiche arrivate fino a noi, disponibili da quando l'umanità si è dotata di scrittura.
... uno bello spazio temporale di almeno 6000/8000 anni.
Prima della storia ci sono le stratigrafia geologiche ... e qui si spazia per milioni di anni.
Ma quello che è certo è la rapidità con cui le temperature stanno aumentando, rapidità non riscontrata dagli strati sia geologici se non collegati ad eventi traumatici.
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Messaggio  oedipus il Ven 12 Lug 2019 - 10:13

ratin ha scritto:Saranno almeno 150 che le temperature vengono registrate scientificamente in modo attendibile, storicamente si possono evincere, approssimativamente, le temperature attraverso le cronache storiche arrivate fino a noi, disponibili da quando l'umanità si è dotata di scrittura.
... uno bello spazio temporale di almeno 6000/8000 anni.
Prima della storia ci sono le stratigrafia geologiche ... e qui si spazia per milioni di anni.
Ma quello che è certo è la rapidità con cui le temperature stanno aumentando, rapidità non riscontrata dagli strati sia geologici se non collegati ad eventi traumatici.

Le cronache storiche delle temperature del passato ci dicono che essa fluttua nel tempo: ai tempi dell'antica Roma era altissima, dal 1600 al 1800(?) l'Europa ha avuto un piccola glaciazione.
So benissimo che la CO2 produce un effetto serra, ma mi domando se il fenomeno può essere a livello mondiale o è un solo fenomeno locale, sulle grandi città inquinanti.
Qualcuno ha fatto notare che negli ultimi 20 anni la temperatura della terra è stabile se non in riduzione, mentre la quantità della CO2 sale progressivamente.
Mi sembra che la scienza ancora non sappia bene perché la temperatura della terra sia così variabile, e temo che accusare la CO2 come sola responsabile abbia più un valore politico che reale.
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Messaggio  savita il Gio 18 Lug 2019 - 8:40

oedipus ha scritto:[
Le cronache storiche delle temperature del passato ci dicono che essa fluttua nel tempo: ai tempi dell'antica Roma era altissima, dal 1600 al 1800(?) l'Europa ha avuto un piccola glaciazione.
So benissimo che la CO2 produce un effetto serra, ma mi domando se il fenomeno può essere a livello mondiale o è un solo fenomeno locale, sulle grandi città inquinanti.
Qualcuno ha fatto notare che negli ultimi 20 anni la temperatura della terra è stabile se non in riduzione, mentre la quantità della CO2 sale progressivamente.
Mi sembra che la scienza ancora non sappia bene perché la temperatura della terra sia così variabile, e temo che accusare la CO2 come sola responsabile abbia più un valore politico che reale.
Question
Che cosa intendi con "temperatura della terra " ? Il riscaldamento globale si riferisce proprio alle misure della temperatura della superficie terrestre, e tutta la scienza concorda sul fatto che negli ultimi 20 anni la temperatura della superficie terrestre è in progressivo aumento , addirittura con un'accelerazione .

P.S. Non può sfuggire la correlazione con l'accelerazione dell' aumento della popolazione mondiale : anche se la popolazione dell'Europa è abbastanza stabile, nel resto del mondo non è così.
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Messaggio  oedipus il Gio 18 Lug 2019 - 10:16

savita ha scritto:
oedipus ha scritto:[
Le cronache storiche delle temperature del passato ci dicono che essa fluttua nel tempo: ai tempi dell'antica Roma era altissima, dal 1600 al 1800(?) l'Europa ha avuto un piccola glaciazione.
So benissimo che la CO2 produce un effetto serra, ma mi domando se il fenomeno può essere a livello mondiale o è un solo fenomeno locale, sulle grandi città inquinanti.
Qualcuno ha fatto notare che negli ultimi 20 anni la temperatura della terra è stabile se non in riduzione, mentre la quantità della CO2 sale progressivamente.
Mi sembra che la scienza ancora non sappia bene perché la temperatura della terra sia così variabile, e temo che accusare la CO2 come sola responsabile abbia più un valore politico che reale.
Question
Che cosa intendi con "temperatura della terra " ? Il riscaldamento globale si riferisce proprio alle misure della   temperatura della superficie terrestre, e tutta la scienza concorda sul fatto che negli ultimi  20 anni la temperatura della superficie terrestre è in progressivo  aumento , addirittura con un'accelerazione  .

P.S. Non può sfuggire la correlazione  con l'accelerazione dell' aumento della popolazione mondiale :  anche se la popolazione  dell'Europa è abbastanza stabile, nel resto del mondo non è così.

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Messaggio  savita il Ven 19 Lug 2019 - 17:12

mah.
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Messaggio  oedipus il Ven 19 Lug 2019 - 19:54

savita ha scritto:mah.
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Va bene, lo ammetto, sono uno che non capisce.

Ma mi arrabbio ogni volta che mi mostrano grafici della salita della temperatura terrestre dell'ultimo secolo.
La Terra non vive da qualche secolo ma da milioni di secoli e sappiamo che ha avuto, senza l'attività umana, periodi corti o lunghi di temperature terrestri fredde e calde.
Il fatto è che gli scienziati sulle cause del cambiamento delle temperature terrestri non sanno dare delle risposte certe, ma solo delle ipotesi.
Cosa avrebbero detto gli scienziati quando finì l'ultima era glaciale?
Comunque mi arrendo.
La temperature terrestre nell'ultimo secolo è aumentata, e bisogna fare qualcosa.
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Messaggio  ratin il Gio 25 Lug 2019 - 22:38

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Le registrazioni indirette delle temperature storiche indicano che cambiamenti climatici del passato come il Periodo caldo medievale o la Piccola era glaciale non riguardavano l'intero pianeta, come invece sta accadendo in questi anni

Dal Periodo caldo medievale alla Piccola era glaciale, il pianeta ha subito diversi cambiamenti climatici negli ultimi 2000 anni. Ma nessuno di essi si avvicina per intensità ed estensione geografica al riscaldamento climatico iniziato alla fine del ventesimo secolo. È quanto emerso da uno studio condotto da Raphael Neukom e colleghi dell’Università di Berna, in Svizzera, e colleghi di una collaborazione internazionale, illustrato in due articoli su “Nature” e “Nature Geoscience”, i cui risultati s’inseriscono nel dibattito scientifico sui cambiamenti climatici naturali avvenuti storicamente.

I più studiati e conosciuti sono il Periodo caldo medievale, un periodo secco compreso tra il 950 e il 1250 circa, e la Piccola era glaciale, che si estende dal XVI secolo a tutto il XIX secolo. Molti esperti ritengono che questi fenomeni abbiano coinvolto l'intero pianeta, ma non è quello che emerge dall’analisi del database PAGES 2k, che raccoglie i dati climatici degli ultimi due millenni, derivati dal tasso di crescita degli anelli degli alberi, degli endoscheletri dei coralli, o della composizione di conchiglie e sedimenti marini e lacustri (la raccolta dei dati termometrici non risale oltre il 1850 circa).

Nel primo articolo, pubblicato su “Nature”, gli autori riferiscono che la Piccola era glaciale è stata effettivamente l’epoca più fredda dell’ultimo millennio, ma gli anni con le temperature più basse variano da luogo a luogo: il 40 per cento del pianeta ha patito il clima più rigido nella metà dell’Ottocento, ma in altre regioni il record di freddo è stato alcuni secoli prima. Allo stesso modo, nel Periodo caldo medievale, solo il 40 per cento della superficie del globo ha raggiunto contemporaneamente la temperatura di picco. Niente a che vedere quindi con il riscaldamento climatico degli ultimi decenni, in cui il 98 per cento della superficie del pianeta ha sperimentato le temperature massime degli ultimi 2000 anni.

Nel secondo articolo apparso su “Nature Geoscience”, a prima firma Stefan Broennimann, gli autori hanno analizzato l’influenza sull’ultima fase della Piccola era glaciale delle grandi eruzioni tropicali che si sono succedute nei primi decenni dell’Ottocento, la cui unica localizzazione certa riguarda quella del Tambora, nell’arcipelago indonesiano, del 1815.

A tutte le eruzioni sono seguiti sostanziali cali delle temperature estive nell’emisfero nord, con un effetto a breve termine, di 2-3 anni, dovuto alla riflessione dei raggi solari da parte degli aerosol emessi in atmosfera, seguito da una prolungata alterazione degli scambi termici tra oceani e atmosfera. Il recupero da questo raffreddamento planetario è avvenuto dopo il 1850, tanto che è difficile separare l’influenza delle eruzioni da quella dell’inizio dell’industrializzazione.

“Il luogo comune secondo cui il clima è sempre cambiato nella storia è certamente vero”, sottolinea Scott George, dell’Università del Minnesota, concludendo il suo articolo di commento su “Nature”. “Ma anche se si estende la prospettiva fino ai primi giorni dell’impero romano, non si può scorgere alcun evento che sia lontanamente equivalente, per intensità o estensione, al riscaldamento degli ultimi decenni: l’attuale cambiamento climatico è a sé stante per la sua torrida sincronia globale”. (red)

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Messaggio  ratin il Gio 25 Lug 2019 - 22:44

oedipus ha scritto:
Il fatto è che gli scienziati sulle cause del cambiamento delle temperature terrestri non sanno dare delle risposte certe, ma solo delle ipotesi.
I dati sono certi e le correlazioni pure ...
oedipus ha scritto:
Cosa avrebbero detto gli scienziati quando finì l'ultima era glaciale?
Avrebbero appurato l'origine e una volta stabilita l'origine naturale se ne prende atto studiando le possibili soluzioni.
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Messaggio  oedipus il Ven 26 Lug 2019 - 8:31

ratin ha scritto:
oedipus ha scritto:
Il fatto è che gli scienziati sulle cause del cambiamento delle temperature terrestri non sanno dare delle risposte certe, ma solo delle ipotesi.
I dati sono certi e le correlazioni pure ...
oedipus ha scritto:
Cosa avrebbero detto gli scienziati quando finì l'ultima era glaciale?
Avrebbero appurato l'origine e una volta stabilita l'origine naturale se ne prende atto studiando le possibili soluzioni.

Avrebbero detto che la Terra aveva le febbre e che non ne conoscevano la causa.
La co2 può essere una con-causa dell'aumento della temperatura terrestre negli ultimi 100 anni, ma non l'unica responsabile, visto che nella sua storia la Terra ha avuto periodi molto freddi e periodi molto caldi.
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Messaggio  ratin il Gio 1 Ago 2019 - 18:16

Sei come il cane che si rincorre la sua coda.
Certo che la Terra ha avuto periodi caldi e periodi freddi ma questo riscaldamento è diverso da altri episodi precedenti. Come modalità e come tempi.
Il CO2 non sarà l'unica causa ma è la principale. Vi è la deforestazione per esempio ...
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Messaggio  oedipus il Gio 1 Ago 2019 - 19:09

ratin ha scritto:Sei come il cane che si rincorre la sua coda.
Certo che la Terra ha avuto periodi caldi e periodi freddi ma questo riscaldamento è diverso da altri episodi precedenti. Come modalità e come tempi.
Il CO2 non sarà l'unica causa ma è la principale. Vi è la deforestazione per esempio ...

Sulla deforestazione concordo.
Difatti la Raggi che è molto sensibile al problema non fa potare più gli alberi della strade, le fratte e i canneti selvaggi nelle zone di verde pubblico.
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Messaggio  ratin il Sab 3 Ago 2019 - 0:51

La Raggi è un imbecille! Il territorio va gestito non strapazzato o abbandonato a se stesso.
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Messaggio  Nostradamus il Sab 10 Ago 2019 - 17:16

ratin ha scritto:Rolling Eyes
Focus ha scritto:Il raffreddamento produce una contrazione dell'involucro di atmosfera, lo fa collassare - seppure di poco: quel tanto che basta a fare mancare (di poco) il suo sostegno a molti satelliti e alla Stazione spaziale (le cui orbite possono essere corrette), oltre che a una quantità indeterminata di spazzatura spaziale, che ha così più probabilità di precipitare.

Mi basta questo passaggio per buttare la rivista nella spazzatura.
... del resto mi sono bastate la lettura, anni fa, di soli due numeri per fare certe considerazioni non benevoli Rolling Eyes  Vado avanti con Le Scienze: è pesante ma affidabile. Non per niente conservo ben quarant'anni di numeri.
Ma chi l'avrebbe scritte queste corbellerie ?

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Messaggio  ratin il Mer 14 Ago 2019 - 16:00

Nostradamus ha scritto:Ma chi l'avrebbe scritte queste corbellerie ?

E' nel link di Oedipus in alto.
... avrei preferito non sapere chi sia l'autore.Rolling Eyes   Una sconfortante delusione. silent
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