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Radnoti Miklos: Cielo "schiumoso"

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Messaggio  antonio il Sab 19 Nov 2011 - 20:06

Ecco cosa scriveva un “co-forumista” (italo–ungherese, conosciuto in altro forum )


"Radnoti Miklos - uno dei più grandi poeti ungheresi di ogni tempo, a mio parere il più grande del novecento.

A suo nome sono intitolate vie, scuole e teatri, ma le sue poesie più belle furono trovate nel 1946, in un taccuino nei vestiti del suo povero scheletro dissepolto da una fossa comune, scritte con calligrafia incerta, scritte per sé e per un amico lontano. Prima d'allora era pressoché sconosciuto.

Disperato per la sua generazione che si stava bruciando in una guerra senza senso, scriveva poesie (fino a poche ore prima d'esser fucilato, perché troppo malato per lavorare, nel 1944) perché gli rendessero la vita e il dolore sopportabile...

L' arte viene sempre riconosciuta, prima o poi, e quasi mai perché viene gridata.
Di Kafka pubblicarono l'opera dopo la morte e addirittura contro la sua volontà.
“Accidenti, caro Antonio: cosa mi chiedi! (Perché immagino che dopo pretenderai una traduzione...).
Ti propongo (propongo a tutti) una poesia sulla quale sono stati scritti libri interi e sulla quale ogni singolo verso é frutto di discussioni e andrebbe spiegato approfonditamente...”

CIELO VELATO (SCHIUMOSO)

In un cielo velato rotola la luna
mi meraviglio d’ essere vivo
Premurosa la morte cerca attenta
e quello che trova é tutto così bianco...

Di tanto in tanto quest'anno si guarda intorno ed urla
Si guarda intorno e poi, di colpo, si ferma impietrito
Che razza d'autunno mi si prospetta di nuovo e
che dolore mi verrà dall'ottuso inverno!

Sanguina il bosco e nel vortice
del tempo sanguina ogni ora,
Grandi e tenebrosi numeri
scarabocchia il vento sulla neve.

Comprendo anche questo, anche quello
sento la pesantezza dell'aria,
e un silenzio tiepido, pieno di rumori ovattati,
come prima di nascere

Mi fermo qui, ai piedi di un albero,
il suo fogliame si agita, con rabbia.
Allunga un ramo. Mi strangola?
Non sono un vigliacco, nemmeno un debole

Soltanto stanco. Sono Silenzioso. E anche il ramo
muto, fruga nei miei capelli tremando di paura
Dimenticare bisognerebbe ma io
non dimentico mai niente

Le nuvole scivolano sulla luna, nel cielo
lasciano un veleno acido e verde scuro.
Mi arrotolo una sigaretta,
lentamente; con cura. Sono vivo.

(Scusaci Radnoti! per la traduzione)
antonio
antonio
insuperabile
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