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Da qualche parte la poesia ...

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Messaggio  .dulcamara. il Mar 6 Set 2011 - 23:02

Brutte Abitudini

Diceva che l'amore assomiglia al gioco
E che lei perde sempre
Diceva che era una brutta abitudine
Che non si azzardava a curare.

Diceva di temere la luce
Nonostante avesse sacrificato molte notti
Si accontentava della sua solitudine
Non curava le amicizie
Ma cadeva dalla sua nube
Ogni volta che la pioggia la conduceva a terra.

Diceva che la sua gioventù era invano
Di essere dolce suo malgrado
Ma poi si mostrava crudele
Perché la tenerezza è come l'amore
Una brutta abitudine
Ed anche quel silenzio
Di cui non potrà mai fare a meno.

Diceva di essere una donna lassa
Inadatta al sonno
Ma dormiva per diventare un embrione
E sprofondare negli abissi,
una donna esaurita
Svuotata ogni giorno dai suoi vizi
Ma che non voleva guarire.

Diceva di essere una perdente di natura
Perdente per meritare la vittoria
Diceva infine che la vita è una brutta abitudine
Dalla quale forse non guarirà
Con un po' di determinazione
E molto oblio.


Joumana Haddad
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Messaggio  anonimo veneziano il Mer 7 Set 2011 - 21:27

E mi chiede, come va? […] Potrei dire: adesso che ti vedo capisco
quanto mi sei mancata, e la sola idea che tu sparisca di nuovo mi fa
morire, ti amo, ti amo, ti amo e se mi rispondi `sarai mica scemo´,
giuro che mangio tutti questi pesci crudi e due chili di pane con la
mollica poi mi butto nella pozza gelida, mi verrà una congestione,
annegherò e avrai rimorso tutta la vita.

Alla fine dico soltanto: va bene, insomma, e tu?

Stefano Benni da ''Saltatempo''
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 7 Set 2011 - 21:37

anonimo veneziano ha scritto:
E mi chiede, come va? […] Potrei dire: adesso che ti vedo capisco
quanto mi sei mancata, e la sola idea che tu sparisca di nuovo mi fa
morire, ti amo, ti amo, ti amo e se mi rispondi `sarai mica scemo´,
giuro che mangio tutti questi pesci crudi e due chili di pane con la
mollica poi mi butto nella pozza gelida, mi verrà una congestione,
annegherò e avrai rimorso tutta la vita.

Alla fine dico soltanto: va bene, insomma, e tu?

Stefano Benni da ''Saltatempo''

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Messaggio  .dulcamara. il Mer 14 Set 2011 - 22:49

La Felicità

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo.
Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?

Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.

Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c'è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.

Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno.

Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.

Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c'è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.


Jorge L. Borges

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Messaggio  .dulcamara. il Lun 26 Set 2011 - 12:08

Sì, ancora la neve

"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
Bamb.: Sì, perché c'è la STANDA".


Che sarà della neve
che sarà di noi?
Una curva sul ghiaccio
e poi e poi... ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve, e fin l'ultima età
circondata da pini. Sic et simpliciter?
E perché si è - il mondo pinoso il mondo nevoso -
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci, perché si è fatto noi, roba per noi?
E questo valere in persona ed ex-persona
un solo possibile ed ex-possibile?
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
E perché e che fanno i grandi oggetti
e tutte le cose-cause
e il radiante e il radioso?
Il nucleo stellare
là in fondo alla curva di ghiaccio,
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,
ma che sarà della neve dei pini
di quello che non sta e sta là, in fondo?
Non c'è noi eppure la neve si affisa a noi
e quello che scotta
e l'immancabilmente evaso o morto
evasa o morta.
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.
Ma c'è chi non si stanca di riavviticchiarsi
graffignare sgranocchiare solleticare,
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,
non si stanca di riassestarsi
- l'ho, sempre, molto, saputo -
al luogo al bello al bel modulo
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici
al seminato d'immagini
all'ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss
al tutto ch'è tutto bianco tutto nobile:
e la volpazza di gran coda e l'autobus
quello rosso sul campo nevato.
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io. Ma presto i bambucci-ucci
vanno al grande magazzino
- ai piedi della grande selva -
dove c'è pappa bonissima e a maraviglia
per voi bimbi bambi con diritto
e programma di pappa, per tutti
ferocemente tutti, voi (sniff sniff
gran gnam yum yum slurp slurp:
perché sempre si continui l'"umbra fuimus fumo e fumetto"):
ma qui ahi colorini più o meno truffaldini plasmon nipiol auxol lustrine e figurine
più o meno truffaldine:
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata...
O luna, ormai,
e perfino magnolia e perfino
cometa di neve in afflusso, la neve.
Ma che sarà di noi?
Che sarà della neve, del giardino,
che sarà del libero arbitrio e del destino
e di chi ha perso nella neve il cammino
(e la neve saliva saliva - e lei moriva)?
E che si dice là nella vita?
E che messaggi ha la fonte di messaggi?
Ed esiste la fonte, o non sono
che io-tu-questi-quaggiù
questi cloffete clocchete ch ch
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati? Eppure negli alti livelli
sopra il coma e il semicoma e il limine
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola
- ancora - per una minima e semiminima
biscroma semibiscroma nanobiscroma
cose e cosine
scienze lingue e profezie
cronaca bianca nera azzurra
di stimoli anime e dèi,
libido e cupìdo e la loro
prestidigitazione finissima;
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura
e "acqua che devia
si dispera si scioglie s'allontana"
oltre il grande magazzino ai piedi della selva
dove i bambucci piluccano zizzole...
E le falci e le mezzelune e i martelli
e le croci e i designs-disegni
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?
E l'avanguardia ha trovato, ha trovato?
E dove il fru-fruire dei fruitori
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,
dove, invece, l'entusiasmo l'empireirsi l'incanto?
Che si dice lassù nella vita,
là da quelle parti là in parte;
che si cova si sbuccia si spampana
in quel poco in quel fioco
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?
E i mille dentini che la minano?
E il pino. E i pini-ini-ini per profili
e profili mai scissi mai cuciti
ini-ini a fianco davanti
dietro l'eterno l'esterno l'interno (il paesaggio)
dietro davanti da tutti i lati,
i pini come stanno, stanno bene?
Detto alla neve: "Non mi abbandonerai mai, vero?"
E una pinzetta, ora, una graffetta.


Andrea Zanzotto, da La Beltà
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Messaggio  .dulcamara. il Mar 27 Set 2011 - 21:32

Scrivere un curriculum

Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


Wislawa Szymborska
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Messaggio  .dulcamara. il Gio 29 Set 2011 - 19:55

Non mi pento di niente

Dalla donna che sono
mi succede, a volte, di osservare nelle altre,
la donna che potevo essere;
donne garbate esempio di virtù,
laboriose brave mogli, come mia madre avrebbe voluto.
Non so perchè tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro.
Odio le loro minacce sul mio corpo
la colpa che le loro vite impeccabili,
per strano maleficio mi ispirano;
mi ribello contro le loro buone azioni,
contro i pianti notturni sotto il cuscino,
contro la vergogna della nudità sotto la biancheria intima,
stirata e inamidata.
Queste donne, tuttavia, mi guardano dal fondo dei loro specchi;
alzano un dito accusatoree, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo
e vorrei guadagnarmi il consenso universale,
essere "la brava bambina", "la donna per bene",
la Gioconda irreprensibile,
prendere dieci in condotta
dal partito, dallo Stato, dagli amici, dalla famiglia, dai figli
e da tutti gli esseri che popolano abbondantemente questo mondo.
In questa contraddizione inevitabile
tra quel che doveva essere e quel che è,
ho combattuto numerose battaglie mortali,
battaglie inutili, loro contro di me
-loro contro di me che sono me stessa -
con la psiche dolorante, scarmigliata,
trasgredendo progetti ancestrali,
lacero le donne che vivono in me
che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo
perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,
perchè oso essere quella folle, inattendibile,tenera e vulnerabile
che si innamora come una triste puttana
di cause giuste, di uomini belli e di parole giocose
perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita
e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio,
ho rotto vincoli inviolabili e ho osato godere
del corpo sano e sinuoso di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
Non incolpo nessuno.
Anzi li ringrazio dei doni.
Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:
ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino,
appena apro gli occhi,
sento le lacrime che premono,
nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,
rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria,
vedo le altre donne che sono in me, sedute nel vestibolo
che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità.
Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili...contro di me;
contro questa donna fatta, piena,la donna dal seno sodo e i fianchi larghi,
che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.


Gioconda Belli

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Messaggio  .dulcamara. il Sab 1 Ott 2011 - 12:13

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L'acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch'io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.


Emily Dickinson

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Messaggio  .dulcamara. il Sab 1 Ott 2011 - 19:55

Tulipani

Sei tulipani, sul tavolino dirimpetto,
tre scuri e tre chiari,
improvvisi imbizzarrimenti degli steli rari:
ciascuno un linguacciuto sboccio di violetto,
inarcato nel vuoto, pesantemente,
come un'effusione di tristezza inconcludente.


Antonia Pozzi

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Messaggio  .dulcamara. il Dom 2 Ott 2011 - 20:42

Non disprezzare

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza.


Stefano Benni
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Messaggio  .dulcamara. il Lun 3 Ott 2011 - 12:52

Tutto è stato detto cento volte

Tutto è stato detto cento volte
E molto meglio che da me
Sicché quando scrivo versi
È che ciò mi diverte
È che ciò mi diverte
È che ciò mi diverte e vi cago sul naso.


Boris Vian
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 5 Ott 2011 - 19:29

In estate come in inverno

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza
Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra
Anch'egli vorrebbe partire
lontano lontano sull'acqua
e vivere una nuova vita
con un po' di pancia in meno.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce
Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere
Capisce che dovrà morire
e che non ha mai amato
Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico
E' una ignobile megera
una ranocchia d'acquasantiera.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fìumi
una carrettata di fìgli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.


Jacques Prévert


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Messaggio  mirf il Mer 5 Ott 2011 - 19:46

.dulcamara. ha scritto:
Boris Vian
un grande!

Le déserteur

Monsieur le président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter

Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Qu'elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins

Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et j'irai dire aux gens
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Aller donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer

(ci ha fatto una canzone fossati)

mirf
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 5 Ott 2011 - 19:48

mirf ha scritto:
.dulcamara. ha scritto:
Boris Vian
un grande!

Le déserteur

Monsieur le président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter

Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Qu'elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins

Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et j'irai dire aux gens
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Aller donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer

(ci ha fatto una canzone fossati)


L'ha recitata Paoli una volta anche in tv.
Un grande scrittore e un grande poeta.
Ce n'è una bellissima, spe' la cerco. Very Happy
Devo ordinare anche un paio di libri suoi, appena finisco quei saggi che stanno diventando infiniti. Neutral
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 5 Ott 2011 - 19:57

Mirf, leggi questa:

NON SPOSATEVI RAGAZZE
AVETE VISTO UN UOMO NUDO
USCIRE IMPROVVISAMENTE DAL BAGNO
I PELI GOCCIOLANTI
E I BAFFI TRISTI
AVETE VISTO UN UOMO PROPRIO BRUTTO
MENTRE MANGIA SPAGHETTI
FORCHETTA IN PUGNO INEBETITO
E SALSA DI POMODORO SUL GILET

QUANDO SONO BELLI SONO IDIOTI
QUANDO SONO VECCHI SONO ORRENDI
QUANDO SONO GRANDI SONO NULLAFACENTI
QUANDO SONO PICCOLI SONO CATTIVI

AVETE VISTO UN UOMO TROPPO GRASSO
TIRAR FUORI LE GAMBE DAL SUO LETTO
MASSAGGIARSI LA PANCIA E GRATTARSI I CAPELLI
E OSSERVARE I PIEDI PENSIEROSO
NON SPOSATEVI RAGAZZE
NON SPOSATEVI
FATTE PIUTTOSTO DEL CINEMA
RESTATE VERGINI DA VOSTRO PADRE
FATTE LA SERVA DI UN CARBONAIO
ALLEVATE SCIMMIE ALLEVATE GATTI
ALZATE LE GAMBE ALL’OPERA
VENDETE SCATOLE DI CIOCCOLATO
INDOSSATE IL VELO O NO
DANZATE NUDE DAVANTI AI RIMBAMBITI
FATE LA PROSTITUTA AVENUE DU BOIS
MA NON SPOSATEVI RAGAZZE
NON SPOSATEVI

AVETE VISTO UN UOMO IMPACCIATO
RIENTRARE TARDI PER IL PRANZO
DEL ROSSETTO SUL COLLO
E LA TREMARELLA ALLE GAMBE
AVETE VISTO AL CABARET
UN SIGNORE NON PIU TANTO FRESCO
CHE SI STRUSCIA CON INSISTENZA
CONTRO UN PICCOLO FIORE INNOCENTE

QUANDO SONO SCEMI ROMPONO
QUANDO SONO FORTI FANNO SPORT
QUANDO SONO RICCHI SI TENGONO LA GRANA
QUANDO SONO DURI VI TORTURANO

AVETE VISTO AL VOSTRO BRACCIO
UN MAGRETTO CON GLI OCCHI DA TOPO
ARRICCIARSI QUEI TRE PELI DI BAFFO
E IMPETTIRSI CON ARIA ARROGANTE

NON SPOSATEVI RAGAZZE
NON SPOSATEVI
INDOSSATE I VOSTRI ABITI ELEGANTI
ANDATE A BALLARE ALL’OLYMPIA
CAMBIATE AMANTE QUATTRO VOLTE AL MESE
PRENDETE IL MALLOPPO E CONSERVATELO
NASCONDETE LA GRANA SOTTO IL MATERASSO
A CINQUANTANNI VI SERVIRA
A PAGARVI DEI GIOVANI BEI MASCHIETTI
NIENTE NELLA TESTA TUTTO NELLE BRACCIA

AH CHE BELLA VITA SARÀ
SE NON VI SPOSERETE RAGAZZE
SE NON VI SPOSERETE


Boris Vian
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Messaggio  .dulcamara. il Lun 17 Ott 2011 - 17:29

Oggi le azioni di borsa della poesia sono un pò agitate per le vendite

la globalizzazione sembrerebbe non interferire in questo mestiere incerto dell’ignoto.

Mi sono alzato pensando al menù le riserve si stavano esaurendo e sono uscito con la cagna a fare spesa.

Nel paese non c’erano segni di guerra nemmeno le bombe si sentivano né i voli radenti degli aerei da caccia che scaricavano la loro umanità tra tanti poveri innocenti.

Sarà aumentato il pane mi sono chiesto un pò sconcertato e Sancha mosse la coda per tranquillizzarmi.

La frutta e le verdure erano fresche e il cielo nuvoloso insidiava questa parte del globo.Le nuvole non hanno frontiere mi sono detto non hanno patria e si muovono felici in questo cielo immenso.Dietro il villaggio le montagne sembravano seni giganteschi venati dalla neve

senza volerlo mi è venuta una metafora e l’ho segnata sulla bolletta del gas che era arrivata come sempre puntuale.Risolveranno i russi il conflitto o passeremo un inverno al freddo.

Nel bar le conversazioni erano agitate sembra che vogliano comprare un giocatore che di calcio sa ben poco.

Sul giornale c’era in prima pagina il discorso di Obama la foto del delirio di Gazala polemica della sinistra ubriaca. Improvvisamente mi è venuto il dubbio: Sarà rimasto un po' d’aglio in casa?



da La poesia, le nuvole e l'aglio di Carlos Sanchez


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Messaggio  .dulcamara. il Mar 18 Ott 2011 - 13:05

Al mondo

Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.

Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire

il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu <<santo>> e <<santificato>>
un po' più in là, da lato, da lato.

Fa' di (ex-de-ob etc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.

Su, bello, su.

Su, munchhausen.


Andrea Zanzotto
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 19 Ott 2011 - 18:27

Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore, che ora è piena d’errore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all’amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.

R. M. Rilke
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Messaggio  .dulcamara. il Mer 19 Ott 2011 - 21:06

Notti bianche

Fonte ignota di luce
imbeve graniti e giardini.
La Neva ha riversato in cielo rossori,
il cielo nel fiume fremiti d'azzurro.

E spalla a spalla due giovani
vanno con passo cauto e lento -
per non disperdere questa luce
che da cuore a cuore trabocca.


1947 - Blaga Dimitrova
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Messaggio  .dulcamara. il Lun 24 Ott 2011 - 21:37

Ottobre

Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d'autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.


Vincenzo Cardarelli

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Messaggio  .dulcamara. il Lun 31 Ott 2011 - 19:16

E gnacche alla formica

Io t'amo o pia cicala e un trillargento
ci spàffera nel cuor la tua canzona.
Canta cicala frìnfera nel vento:
E gnacche alla formica ammucchiarona!

Che vuole la formica con quell'umbe
da mòghera burbiosa?E'vero,arzìa
per tutto il giorno,e tràmiga e cucumbe
col capo chino in mogna micrargìa.

Verra' l'inverno si,verra'il mordese
verranno tante gosce aggramerine,
ma intanto il sole schìcchera gigliese
e sgnèllida tra cròndale velvine.

Canta cicala,càntera il manfrore,
il mezzogiorno zàmpiga e leona.
Canta cicala in zìlleri d'amore:
E gnacche alla formica ammucchiarona!


Fosco Maraini
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Messaggio  .dulcamara. il Mar 1 Nov 2011 - 11:33

Il bambino di gomma

Melampo era un bambino
di gomma e cancellava
i passi che segnava
mettendosi in cammino.

Era di gomma rossa,
tondo come una palla,
e stava sempre a galla
nel bagno, e senza ossa

dolce, tenero, buono,
scendeva dalle scale
senza mai farsi male
saltando dal balcone.

A scuola era bocciato,
sempre il quaderno bianco!
Eppure era il più franco
a scrivere il dettato.

Scriveva e poi cassava
con la mano di gomma,
i numeri, la somma,
le lettere, e tornava

a scrivere, a cassare.
E sempre zitto rosso
con tutti gli occhi addosso
senza poter parlare.

O povero Melampo!
Un giorno, detto fatto,
saltò su di scatto
e si bucò la pancia.

Fischiò come un pallone
sgonfiato d'ogni affanno
e visse senza danno
tappando col bottone

il buco della pancia.

Visse nel tempo antico
Melampo - ve l'ho detto? -
Fischiò col suo fischietto
premendosi a soffietto
il disco all'ombelico.

Alfonso Gatto
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Messaggio  .dulcamara. il Mar 1 Nov 2011 - 11:56

In tempi di disimpegno

Non è infrequente per queste
strade familiari – anche se esse
ti hanno portato al di là di n fiume,
o torrente, confine spesso di due provincie,
il passaggio a un'altra riva col sole
in una salute languente –
incontrare dei cippi dedicati a chi uomo o donna anche ragazzo
qui vivente o transitante
venne ucciso perché ribelle ostaggio.
Su marmo pietra o umile laterizio
una lapide ricorda i nomi e il giorno dell'eccidio –
ma tu che passi procedi oltre, t'affretti
punto dal primo freddo e dal tramutarsi
all'orizzonte di rosso in viola
mentre la siepe accoglie arruffata
e misera il ritorno dei passeri
dai seminati in ombra – ormai
indistinti quei cippi dai tumuli
che il cantoniere o il colono
innalzò di ghiaia o terra o letame
nella luce lavorativa d'un giorno senza data.


Attilio Bertolucci

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Messaggio  .dulcamara. il Mar 1 Nov 2011 - 21:50

Quest'ora ha la forma di una pausa
La pausa ha la tua forma
Tu hai la forma di una fontana
non d'acqua ma di tempo
In cima allo zampillo della fonte
saltano i miei pezzi:
fui sono non sono ancora
La mia vita non pesa
Il passato si assottiglia
Il futuro è un po' d'acqua nei tuoi occhi.


Octavio Paz
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Messaggio  .dulcamara. il Gio 3 Nov 2011 - 23:11

Vestiario

Ti togli, ci togliamo, vi togliete
cappotti, giacche, gilè, camicette
di lana, di cotone, di terital,
gonne, calzoni, calze, biamcheria,
posando, appendendo, gettando su
schienali di sedie, ante di paraventi;
per adesso, dice il medico, nulla di serio
si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
torni fra tre mesi, sei, un anno,
vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
e voi supponevate, e lui sospettava;
è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
cinture, bottoni, cravatte, colletti
e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
-sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi- la sciarpa
riutilizzabile per protratta scadenza.

Wisława Szymborska
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